La bronchite asmatica viene spesso chiamata “wheezing”, parola inglese che descrive il respiro sibilante (tipicamente espiratorio) che si verifica quando le vie respiratorie si restringono in corso di broncospasmo. Il broncospasmo riduce il calibro delle vie aeree con conseguente ridotto passaggio di aria.
Cos’è la bronchite asmatica e quanto è diffusa
La bronchite asmatica è piuttosto frequente nell’infanzia (a causa delle ridotte dimensioni delle vie aeree del bambino piccolo) e riguarda infatti circa 1 bambino su 3 prima dei 5-6 anni di età. Questo non significa necessariamente che persisterà nel tempo, infatti solo il 30% circa di questi bambini svilupperà poi asma in età successiva.
Il bambino con wheezing o bronchite asmatica solitamente ha tosse, respira più velocemente del solito (aumenta la frequenza respiratoria), emette un fischietto sibilante durante l’espirazione e può lamentare senso di costrizione al torace. Tuttavia la diagnosi di bronchite asmatica viene frequentemente fatta dal pediatra che riscontra la presenza di sibili all’auscultazione del torace.
La presenza di sibili, tosse e dispnea in contesti di infezione virale o di contatto con irritanti può favorire una prima identificazione della situazione clinica. Alcune condizioni non strettamente bronchopulmonares possono generare sibili espiratori, rendendo necessarie valutazioni mediche accurate per distinguere l’origine del respiro sibilante.
Cause: cosa sta alla base della bronchite asmatica
Durante i primi anni di vita la causa prevalente di bronchite asmatica è un’infezione virale respiratoria che provoca infiammazione delle vie aeree con rigonfiamento delle mucose e aumento delle secrezioni bronchiali. Un bambino che ha già avuto bronchite asmatica può quindi ripresentarla alla successiva infezione respiratoria. Per tale motivo la bronchite asmatica prescolare è più frequente durante il periodo invernale.
Ci sono poi alcuni bambini (più comunemente coloro che hanno familiarità per asma o allergie) che presentano bronchite asmatica anche in condizioni di benessere per esempio quando praticano attività fisica, ridono, piangono o quando entrano in contatto con l’aria fredda o sostanze irritanti come il fumo.
Terapie e gestione farmacologica
Il principale farmaco utilizzato in corso di bronchite asmatica (e quindi per la terapia dell’attacco acuto) è il broncodilatatore Salbutamolo. Questo agisce in maniera molto rapida dilatando le vie aeree e permettendo all’aria di passare più facilmente. Può essere assunto per via aerosolica con la soluzione fisiologica o con lo spray predosato (i cosiddetti puff) e il distanziatore. Alla terapia con Salbutamolo si può associare un cortisonico inalatorio. Quest’ultimo può essere somministrato quando gli episodi di wheezing sono molto frequenti, anche come terapia quotidiana per un tempo più lungo.
La terapia non farmacologica più importante è evitare l’esposizione al fumo passivo.
Riconoscere quando preoccuparsi
Le descrizioni di sibili, rantoli e altri rumori respiratori possono variare, ma è centrale distinguere tra respiro normale e suoni anormali che indicano possibile problemi alle vie aeree. In presenza di manifestazioni come dispnea marcata, cianosi o compromissione evidente del flusso d’aria, è necessario rivolgersi a un medico. Tuttavia, solo un professionista può confermare una diagnosi accurata e orientare verso il piano terapeutico adeguato.
Relazione con altre condizioni e segni associati
Tra le condizioni correlate, l’asma bronchiale si presenta come patologia caratterizzata dall’ostruzione dei bronchi che, durante le crisi, producono il classico “fischietto” espiratorio. Essa riconosce molto spesso una patogenesi allergica, con allergeni responsabili che spaziano dai classici acari della polvere di casa ai pollini, ai derivati epidermici animali e alle muffe negli spazi chiusi. In alcuni casi, l’asma può manifestarsi con una tosse persistente, anche senza i classici segni di tosse e respiro affannoso.
Esiste inoltre una categoria di rumori respiratori che può accompagnare o imitare altre condizioni: ronchi, sibili, crepitii e sfregamenti pleurici. Questi rumori forniscono informazioni sull’eventuale ostruzione o infiammazione delle vie aeree e possono variare in funzione delle condizioni cliniche e della gravità della malattia. Un corretto ascolto auscultatorio aiuta a distinguere tra le diverse situazioni e a guidare la gestione clinica.
Note finali sulla gestione clinica
La gestione della bronchite asmatica e dell’asma correlata prevede una valutazione medica accurata, l’educazione della famiglia sui trigger e l’uso corretto dei farmaci salvavita e di quelli di controllo a lungo termine. Una parte essenziale del percorso terapeutico è la prevenzione dell’esposizione al fumo passivo e l’evitamento dei fattori scatenanti individuati nel singolo paziente.
