Il Seno Dermoide nel Rhodesian Ridgeback: caratteristiche, diagnosi e gestione

Il Seno Dermoide nel Rhodesian Ridgeback, si configura come un’incompleta separazione tra l’ectoderma (da cui origina la cute e i suoi annessi, quali peli, ghiandole sebacee etc) e il neuro ectoderma (da cui origina il midollo spinale con le sue tre membrane di rivestimento, delle quali la più esterna è la dura madre).

Origine, estensione e classificazione

Si estende longitudinalmente lungo la linea dorsale del corpo e si rende apprezzabile alla palpazione come un cordone fibroso di alcuni millimetri; in uno stesso soggetto possono ritrovarsi uno o più seni dermoidi.

Il Seno Dermoide è una malformazione congenita, cioè presente nel cucciolo fin dalla nascita e sebbene non ne è stato ancora definitivamente chiarito con certezza l’esatto meccanismo di trasmissione, ne è asseverato il carattere ereditario.

Tipologie e estensione

La sintomatologia del seno Dermoide nel Rhodesian Ridgeback varia in rapporto alla sua estensione in profondità, quando esso appartiene al tipo I, II, o III decorre in modo completamente asintomatico, se invece, il seno appartiene al IV tipo, può causare deficit neurologici a causa della compressione del midollo spinale; di seguito le tipologie:

  • Tipo I: il seno si estende dalla cute al legamento sopraspinoso (regione sacrale e regione interscapolare) o al legamento nucale (regione cervicale);
  • Tipo II: il seno non raggiunge né il legamento sopraspinoso né il legamento nucale ma è a essi unito da un cordoncino di tessuto connettivo fibroso;
  • Tipo III: è simile ai precedenti, tuttavia non è attaccato ai legamenti in alcun modo, ma termina a fondo cieco a livello del tessuto muscolare (è il più superficiale);
  • Tipo IV: è il più raro; si estende molto in profondità, fino alla colonna vertebrale in corrispondenza dei processi spinosi o dei legamenti interarcuati e talvolta si connette alla dura madre.
  • Tipo V: questo tipo è definito cisti dermoide. Non ha connessione con l’esterno né con le strutture più profonde ed è molto difficile da individuare mediante la palpazione.

Sono state descritte 5 diverse tipologie di fistole classificate in rapporto alla connessione persistente con il legamento nucale (più superficiale) e/o sopraspinoso (più profondo) o con la dura madre nella regione cervicale e in rapporto alla presenza o meno di un’apertura cutanea:

  1. Tipo I: il seno si estende dalla cute al legamento sopraspinoso o al legamento nucale.
  2. Tipo II: il seno non raggiunge tali strutture ma è ad esse unito mediante un cordoncino di tessuto connettivo fibroso pieno.
  3. Tipo III: è simile ai precedenti solo che non risulta attaccato al legamento sopraspinoso né al legamento nucale, ma termina a fondo cieco a livello del tessuto muscolare o del sottocute delle regioni interessate (è il più superficiale).
  4. Tipo IV: è il più raro ed è più frequentemente rilevato a livello della regione sacrale. Il seno termina a livello della colonna vertebrale e spesso si connette alla dura madre, la più esterna delle meningi spinali, decorrendo per un tratto più o meno lungo nel canale vertebrale.
  5. Tipo V: non ha connessione con l’esterno né con le strutture più profonde.

Diagnosi precoce e importanza per l’allevamento

È essenziale una diagnosi precoce della presenza di seno dermoide nel cucciolo al fine di evitare spiacevoli- e a volte fatali (!)- episodi di setticemia, secondari ad infezione del canale fistoloso, che tende a drenare verso la colonna vertebrale invece che verso la cute esternamente.

La palpazione digitale della cute cervicale e lombosacrale nel cucciolo e l’ispezione visiva alla ricerca delle aperture cutanee, già dopo la terza settimana di vita rappresenta il metodo più immediato e accurato per una diagnosi precoce. Questa procedura viene eseguita direttamente dagli allevatori.

Procedura diagnostica

Di seguito una breve descrizione della tecnica diagnostica: si pone il cucciolo in piedi su un piano, si fa scorrere primariamente la cute in senso craniale (verso la testa) e in senso caudale (verso la coda) cercando di percepire una struttura cordoni forme di pochi millimetri. Si procede sollevando in plica la cute percorrendola in senso orizzontale pinzandola tra l’indice e il pollice alla ricerca del cordoncino fibroso, che in questo caso risulterà disteso secondo il suo asse longitudinale. Con questa manovra, se è presente l’ostio cutaneo risulterà infossato.

Terapia e gestione chirurgica

La terapia è esclusivamente chirurgica e consiste nell’escissione del seno dermoide. Tale intervento, se condotto entro i 75 gg di vita del cane risulta piuttosto agevole e non particolarmente invasivo.

Al contrario, qualora subentrino complicanze settiche, segni neurologici riconducibili a compressione sul midollo spinale da parte del seno ascessualizzato, la chirurgia diventa molto più invasiva e demolitiva: infatti nella maggior parte dei casi si effettua un’emilaminectomia, cioè l’asportazione dell’arco vertebrale di una o più vertebre cervicali, rimuovendo la radice del seno e le sue connessioni con la dura madre. Ecco perché è essenziale l’individuazione tempestiva del problema.

Ruolo dell’allevatore e considerazioni ereditarie

La diagnosi e successiva escissione chirurgica sono onere dell’Allevatore. Una volta operato il cucciolo non avrà nessun tipo di problematica successiva.

Come già precisato, è ormai asseverato il carattere ereditario del seno dermoide, ma poiché non ne è stato ancora definitivamente chiarito con certezza l’esatto meccanismo di trasmissione, risulta difficile eradicare il gene responsabile di tale malformazione mediante la selezione mirata.

Dunque è fondamentale cercare di limitarene la diffusione evitando rigorosamente di utilizzare in riproduzione tutti soggetti affetti da seno dermoide e possibilmente anche evitando di utilizzare quei riproduttori apparentemente sani ma che abbiano prodotto più cucciolate con presenza di seno dermoide.

Qualcuno a scopo preventivo fa ricorso ad una dieta a base di acido folico per la fattrice prima e/o durante il periodo di gestazione. In base agli studi effettuati in medicina umana su una patologia analoga conosciuta come “pilo nidale” è in effetti stata riscontrata una notevole diminuzione dell’incidenza del seno dermoide nei cuccioli le cui madri prima o comunque durante tutto il periodo di gestazione assumevano una dieta integrata con folati. Deve essere comunque chiarito che, in base alle attuali conoscenze sul seno dermoide, l’uso dell’acido folico può solo diminuire la percentuale dei cuccioli che manifestano fenotipicamente il carattere, ma non può certo limitare la trasmissione ereditaria del gene. Questo risultato si ottiene soltanto attraverso una severa selezione dei riproduttori. Sulla base di quanto appena asserito non appare in nessun modo giustificato il ricorso all’eutanasia in soggetti che presentano il seno dermoide.

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