L’asma è un termine generale che va distinto dall’asma bronchiale e dall’asma cardiaco. Asma vuol dire mancanza di respiro, accorciamento del respiro ed è maschile. Non è femminile, è lo asma. E fondamentalmente in pneumologia si parla di asma bronchiale. Spesso i pazienti dicono “io ho l’allergia perché mi manca il fiato”; in realtà hanno l’asma e bisogna capire se si tratta di asma allergico oppure no.
Relazione tra asma e allergia e quando si manifesta
C'è correlazione tra asma e allergia? C’è correlazione, ma non tutti gli allergici sono asmatici e non tutti gli asmatici sono allergici.
L’asma a che età si manifesta? Colpisce anche i bambini? Colpisce i bambini in maniera particolare. Ha un andamento bimodale, tecnicamente si dice così, cioè ha un picco nell’età prescolare e scolare, poi si attenua e poi ricompare. Certe volte regredisce addirittura spontaneamente. In genere asma e allergia nel bambino sono di frequente correlate. Col termine asma noi identifichiamo una serie di manifestazioni cliniche, di sintomi che vanno dalla semplice oppressione di respiro o tosse secca all’asma grave e, quindi, talvolta può essere non diagnosticata nel bambino perché bronchite e asma vengono confuse.

Riconoscere i sintomi nell’infanzia e nell’età adulta
Chi è il Prof. dardes? Dal momento che potrebbe non essere in grado di esplicare i propri sintomi, come capire se un bambino soffre di asma? Da che cosa deve farsi insospettire un genitore? Generalmente la mamma o il papà se ne accorgono. I sintomi dell’asma tipici del bambino sono mancanza di respiro la notte, respiro sibilante, tosse dopo lo sforzo fisico o comparsa di affanno con respiro sibilante dopo una corsa.
L’asma negli adulti si manifesta con gli stessi sintomi o ce ne sono di differenti? Li possiamo trovare anche negli adulti. Se vogliamo definire i sintomi di questa malattia, partiamo da un vago senso di oppressione toracica, per cui la prima cosa che il paziente dice è quella di essere stressato. Esiste correlazione tra asma e stress? L’oppressione toracica, cioè il respiro lievemente difficoltoso, è determinata dal fatto che il broncospasmo, lo spasmo dei bronchi periferici, modifica l’elasticità del polmone e rende la respirazione leggermente più difficoltosa. La correlazione con lo stress la fa il paziente. Ci sono manifestazioni delle malattie psicosomatiche che hanno come organo bersaglio l’apparato respiratorio.

Cause, ereditarietà e fattori di rischio
Si parte, come ho detto prima, da un vago senso di oppressione toracica e si arriva a: tosse persistente, non associata a produzione di catarro, mancanza di respiro con percezioni di sibili al mattino, mancanza di respiro nel corso della notte, crisi asmatiche notturne. Poi si passa a manifestazioni più costanti di gravità variabile. Una delle caratteristiche tipiche è la percezione soggettiva di sibili e quando il medico appoggia il fonendoscopio sul torace del paziente sente il respiro fischiante.
Quali sono le cause dell’asma? Cosa può determinare l'insorgere di questa malattia respiratoria? L’asma bronchiale è una malattia caratterizzata dalla limitazione al flusso aereo determinata dalla staratura dei meccanismi di regolazione dell’infiammazione. Nell’asmatico si ha un eccesso di azione proinfammatoria e una riduzione dell’attività antinfiammatoria. Per l’asma si può parlare di ereditarietà? Sì, in alcuni casi ci sono famiglie, soprattutto nell’asma allergico, che hanno una linea ereditaria. E i fattori di rischio per lo sviluppo della malattia? Oltre i soliti inquinamento atmosferico e fumo, i fattori di rischio sono correlati alla genetica. Più che di fattori di rischio dobbiamo parlare di fattori scatenanti. Asma e umidità sono fortemente correlate: se sono asmatico che vive in montagna o in un clima secco, la manifestazione di asma arriverà più tardi perché non ho fattori scatenanti quali l’umidità atmosferica.

Diagnosi precoce e gestione
Quindi l'asma è legata alla variabilità del tempo. Esiste proprio l’asma da temporale. Ci sono pazienti che sanno già di essere asmatici e che respirano peggio. Una domanda che il medico fa è se la sintomatologia è costante oppure se peggiora o migliora in presenza di sole o di cielo nuvoloso. Ci sono manifestazioni di crisi asmatiche vere e proprie associate ai temporali perché aumenta la viscosità dell’aria e questa viscosità stimola i recettori lungo le vie bronchiali. È necessario che i recettori siano ipereccitati dalla condizione di infiammazione cronica propria dell’asma bronchiale.
Come viene diagnosticata l’asma? È possibile una diagnosi precoce? Sì, fortunatamente nell’asma bronchiale è possibile la diagnosi precoce all’insorgenza dei primi sintomi. Ci sono dei test tipici che sono la spirometria con le sue varianti, i test di provocazione bronchiale o di reversibilità. I test mostrano la riduzione della funzione respiratoria o l’irreversibilità dell’ostruzione; una diagnosi precoce consente di vivere normalmente.

Trattamento e regole pratiche
Non abusare di broncodilatatori: chi sa di soffrire d’asma, specialmente nella giovane età, deve evitare l’uso eccessivo dei farmaci cosiddetti reliever. È stato descritto che pazienti asmatici hanno perso la vita abusando di broncodilatatori. In caso di crisi grave si somministra adrenalina e si va al pronto soccorso. Alcuni pazienti possono avere forme gravi che richiedono terapie avanzate, inclusa la corticosteroid treatment. Chi soffre di asma può fare sport? Si deve fare sport: è responsabilità del medico permettere l’attività sportiva, ma chi pratica sport agonistico deve dichiarare di essere asmatico perché alcuni farmaci broncodilatatori possono essere considerati dopanti. L’unico sport pericoloso sono le immersioni subacquee per il rischio di crisi a profondità elevate.

Asma in montagna, altro contesto di vita e crisi
Esiste l'asma da sforzo? Come no! Esiste l’asma da sforzo e anche quello da riso (risata). L’iperventilazione abbassa la temperatura dell’aria nella trachea e stimola recettori di irritazione che innescano la reazione asmatica. Cosa fare in caso di crisi asmatica? In linea generale, utilizzare i broncodilatatori come primo intervento, ma se la terapia è costante e regolare, si controllano le crisi con i farmaci detti controller (steroidi per via inalatoria). Se è regolarmente seguito, l’asma da sforzo va via. L’asma può scomparire con l’andare avanti del tempo? Sì, alcuni individui vedono l’asma scomparire dopo l’adolescenza, ma resta la possibilità di recidiva a seconda della gestione e dell’esposizione ai fattori ambientali. Il tempo medio di follow-up dopo la diagnosi è di 12-18 mesi in alcuni centri.

Conseguenze a lungo termine e tempo di follow-up
Il latino diceva “semel asmaticus semper asmaticus”, cioè una volta asmatico sempre asmatico; la realtà clinica mostra che il rischio di crisi asmatica permane, ma dipende dalla gestione. È fondamentale continuare a monitorare l’asma e modulare l’esposizione ai fattori ambientali per minimizzare gli episodi, anche se la manifestazione può cambiare dall’infanzia all’età adulta. La durata media della cura post-diagnosi si situa intorno ai 12-18 mesi di follow-up, ma la gestione può richiedere periodi più lunghi a seconda della gravità e della risposta al trattamento.
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