Come distinguere un fastidio muscolare da un fastidio polmonare

Con l’espressione dolore toracico si indica qualsiasi dolore, fastidio, senso di peso, bruciore o costrizione percepito nella regione del torace, in particolare nella parte anteriore del petto, ma talvolta anche lateralmente o posteriormente. Il torace, infatti, ospita e protegge organi e strutture differenti: cuore, grandi vasi, polmoni, pleure, esofago, parte dello stomaco, muscoli, coste, cartilagini e nervi intercostali. Di conseguenza, un dolore avvertito “al petto” non nasce necessariamente dal cuore. Nel linguaggio comune si parla spesso di dolore al petto per indicare sensazioni molto diverse tra loro. Dal punto di vista clinico, il dolore al petto comprende quindi un insieme ampio di manifestazioni che interessano l’area toracica anteriore. Questa varietà è uno dei motivi per cui il sintomo va sempre interpretato nel suo contesto.

Un dolore muscolo-scheletrico, per esempio, tende spesso a essere più localizzato e a peggiorare con alcuni movimenti o con la pressione sulla zona dolente. Parlare di dolore al petto significa dunque riferirsi a un sintomo che può avere significati molto diversi. La localizzazione più tipica è al centro del petto, dietro lo sterno. Uno degli aspetti più importanti nella valutazione del dolore toracico è il modo in cui il paziente lo percepisce. Una manifestazione comune è la pressione o oppressione toracica. Chi la prova spesso la descrive come un peso sul petto, una morsa o una sensazione di costrizione. Un’altra presentazione frequente è il bruciore, spesso localizzato dietro lo sterno. Ci sono poi le fitte, cioè dolori pungenti, a volte molto brevi e ben circoscritti. Spesso sono associate a cause muscolo-scheletriche, intercostali o pleuriche, soprattutto se peggiorano con i movimenti, con la respirazione profonda o tossendo. Anche la durata è importante. Alcuni dolori durano pochi secondi, altri diversi minuti o più a lungo. Il dolore toracico non si presenta in modo uguale per tutti. Oltre alla sede e alla qualità del dolore, è fondamentale valutare come compare nel tempo, quanto dura e se si accompagna ad altri sintomi. Si parla di dolore acuto quando compare all’improvviso o in un arco di tempo breve. Questo tipo di dolore è spesso quello che genera maggiore allarme, soprattutto se è intenso o associato ad altri sintomi. Un dolore acuto può avere molte cause, alcune benigne (come una contrattura muscolare), altre più rilevanti dal punto di vista clinico. Diverso è il caso del dolore cronico, cioè un fastidio che persiste nel tempo o che tende a ripresentarsi con una certa frequenza. In queste situazioni, il dolore è spesso legato a condizioni non acute, come disturbi muscolo-scheletrici, problematiche posturali o patologie gastrointestinali. Esiste poi una forma intermedia, rappresentata dal dolore ricorrente, che compare a episodi. Può manifestarsi in particolari condizioni, per esempio durante uno sforzo fisico, dopo i pasti o in situazioni di stress. Il dolore continuo è presente in modo costante per un certo periodo di tempo, senza pause significative. Può essere più o meno intenso, ma tende a mantenersi stabile o a variare lentamente. Questo tipo di dolore è spesso associato a condizioni infiammatorie, muscolari o gastrointestinali, ma può comparire anche in altre situazioni. Il dolore intermittente, invece, compare a episodi, alternando momenti di presenza a momenti di assenza completa. Può durare pochi secondi, diversi minuti oppure ripresentarsi più volte nella stessa giornata. In alcuni casi è legato a fattori scatenanti precisi, come il movimento, la respirazione profonda, la tosse o lo sforzo fisico. È importante osservare la frequenza degli episodi, la loro durata e le condizioni in cui si presentano. Anche la variabilità nel tempo è un elemento da considerare.

Il dolore toracico raramente va interpretato da solo. Tra i sintomi più importanti da considerare c’è il fiato corto (dispnea). La difficoltà respiratoria, soprattutto se compare insieme al dolore toracico, può indicare un coinvolgimento cardiaco o polmonare. La nausea, talvolta accompagnata da vomito, è un altro segnale da non sottovalutare, soprattutto se associata a dolore oppressivo al centro del petto. La sudorazione fredda è spesso descritta come una sudorazione improvvisa, non legata al caldo o allo sforzo fisico. La combinazione tra dolore toracico e uno o più di questi sintomi aumenta l’importanza di una valutazione tempestiva.

Il dolore toracico può avere origini molto diverse tra loro. Non esiste una sola causa, e proprio questa varietà rende importante una valutazione attenta del sintomo nel suo insieme. Il torace, infatti, coinvolge numerosi organi e strutture: cuore, polmoni, esofago, stomaco, muscoli, coste e nervi. Il dolore di origine cardiaca viene spesso descritto come una sensazione di oppressione, peso o costrizione al centro del petto, più che come una fitta localizzata. In questi casi, il dolore nasce dalla parete toracica, cioè da muscoli, articolazioni, cartilagini o nervi intercostali. Una delle cause più comuni è la pleurite, cioè un’infiammazione della pleura, la membrana che avvolge i polmoni. Una delle cause più frequenti è il reflusso gastroesofageo, che può provocare un bruciore retrosternale spesso descritto come dolore al centro del petto. Non tutti i dolori toracici hanno una causa organica identificabile. Questo tipo di dolore può essere molto intenso e spaventoso, ma non è legato a un danno strutturale di cuore o polmoni. Uno degli aspetti più complessi, ma anche più importanti, nella valutazione del dolore toracico è capire da dove origina il sintomo. La sede del dolore toracico è spesso uno dei primi elementi a cui si presta attenzione. Il dolore al lato sinistro del torace è quello che più frequentemente genera preoccupazione, perché viene immediatamente associato al cuore. Un dolore localizzato, che aumenta con il movimento o con la pressione, è più spesso legato a cause muscolo-scheletriche. La presenza di sintomi associati è fondamentale per orientarsi. Un dolore centrale accompagnato da affanno, nausea o sudorazione va considerato con attenzione. La valutazione si basa su più elementi: intensità, durata, modalità di insorgenza, sintomi associati e condizioni in cui compare il dolore. Questo non significa che il dolore debba essere ignorato. Un dolore toracico che dura pochi secondi, soprattutto se pungente e ben localizzato, è meno frequentemente associato a cause cardiache. Quando si presenta un dolore toracico è normale chiedersi come comportarsi. In queste condizioni, è prudente non mettersi alla guida e non aspettare che il dolore passi spontaneamente.

Attenzione! Quando respiro profondamente sento dolore… mi fanno male soprattutto lo sterno o la schiena. Trattandosi di un sintomo percepito in maniera estremamente soggettiva, di per sé la respirazione dolorosa non può essere considerata un indicatore di "gravità". Statisticamente parlando, la respirazione dolorosa è collegata più frequentemente a condizioni benigne o comunque non pericolose. D'altro canto, in determinate circostanze il dolore durante la respirazione potrebbe essere riconducibile a patologie gravi. Il trattamento dipende dalla causa e dalla gravità. La pleurite è un'infiammazione della pleura, ovvero il tessuto che riveste la cavità toracica e l'esterno dei polmoni. La costocondrite è un'infiammazione della cartilagine che collega lo sterno e le costole. La pericardite è un'infiammazione del pericardio, ovvero la membrana sierosa che circonda e protegge il cuore. La pericardite può portare a respirazione dolorosa, soprattutto da seduti in posizione eretta sporgendosi in avanti. Le lesioni al torace, come gli stiramenti o le contratture muscolari, fratture costali o contusioni, possono causare dolore durante la respirazione. Le persone con lievi lesioni al torace possono curarsi a casa con alcuni farmaci. Talvolta, questo fenomeno è aggravato dalle rigidità muscolari che spesso accompagnano tali quadri clinici. D'altro canto, la terapia motoria è l'unico trattamento in grado di ridurre la gravità nel lungo termine. Attenzione! Le terapie motorie per le patologie articolari devono essere supervisionate da un reumatologo, ortopedico, fisiatra o altro professionista, in quanto possono essere caratterizzate da controindicazioni non trascurabili. Test di funzionalità polmonare: trattasi di test respiratori che aiutano a determinare la funzionalità dei polmoni. Pulsossimetria: misura i livelli di ossigeno nel sangue. migliorare l'efficienza motoria facendo esercizio fisico regolare, per diminuire le cause muscolo-articolari di contratture, rigidità e stiramenti. Possono aiutare tutte le attività funzionali, sia di forza e forza resistente (functional training), sia di mobilità e forza isometrica come il Pilates; anche lo Yoga è ottimo. Il dolore o il disagio toracico è sempre motivo di preoccupazione, perché potrebbe indicare una patologia polmonare o cardiaca. Tuttavia, nella maggioranza dei casi la sofferenza che si prova nella parte superiore del tronco è dovuta a problemi meno seri, come un'indigestione, il reflusso acido o uno stiramento muscolare. Non è affatto difficile distinguere il dolore causato da una malattia polmonare da quello innescato da un disturbo muscolare, se conosci i sintomi indicatori di ogni patologia. Il dolore muscolare si sviluppa in maniera molto diversa rispetto a quello polmonare. Uno strappo moderato o grave genera un'immediata sofferenza fisica, mentre uno stiramento lieve impiega un giorno circa a diventare dolente. Il dolore muscolare è quasi sempre associato a un eccessivo affaticamento o a qualche tipo di trauma, quindi i rapporti di causa-effetto sono in genere ben chiari. Quasi tutti questi disturbi generano tosse e/o respiro affannato. Al contrario, uno stiramento muscolare nella zona toracica o nel busto non causa tosse, sebbene sia possibile provare del disagio durante la respirazione in caso il muscolo fosse connesso a una costola. L'espettorato sanguinolento è comune nel cancro ai polmoni, nella polmonite in fase avanzada e in caso di pneumotorace traumatico. Lo strappo a un muscolo del torace è piuttosto comune fra coloro che si allenano in palestra o praticano degli sport. Per questa ragione, prova a palpare il petto per trovare l'area che duole. Quando subiscono un trauma, i muscoli si contraggono in spasmi e li puoi percepire come delle fasce fibrose. Se riesci a trovare la fonte del dolore, allora significa che hai subito uno strappo muscolare e non soffri di patologie polmonari. Tasta con delicatezza la zona circostante le costole, dato che i muscoli di quest'area subiscono spesso degli strappi quando il busto ruota o si piega lateralmente oltre le sue possibilità. I muscoli che si trovano direttamente sopra i polmoni sono i pettorali (grandi e piccoli). Togli la camicia, la biancheria intima e controlla il petto/busto con attenzione alla ricerca di arrossamenti o ematomi. Uno stiramento moderato o lieve prevede la rottura parziale delle fibre muscolari che possono sanguinare. Il risultato di tutto ciò è la presenza di un livido scuro, di colore viola-rossastro che con il tempo sbiadisce e diventa giallognolo. Zone arrossate sul petto possono indicare un trauma subito durante lo sport o per una caduta. Oltre ai lividi, un trauma muscolare causa delle contrazioni o degli spasmi per alcune ore (a volte anche per giorni) durante la fase di recupero. Molte patologie che portano al dolore polmonare sono causate da microrganismi patogeni (batteri, virus, funghi e parassiti) oppure da irritanti ambientali (fibre di amianto, polvere, allergeni). Per questo motivo, oltre a tosse e dolore, è molto comune la presenza di febbre (temperatura del corpo elevata) quando si soffre di qualche malattia respiratoria. Le lesioni muscolari, al contrario, non hanno mai alcun effetto sulla temperatura corporea, a meno che non siano tanto gravi da innescare l’iperventilazione. Per questo motivo, misura la febbre con un termometro digitale da mettere sotto la lingua. Gli stiramenti muscolari si risolvono sempre da soli nel giro di pochi giorni (oppure settimane nei casi gravi), quindi se provi dolore al petto o al torace per un tempo maggiore oppure la situazione peggiora, devi chiamare il medico per un appuntamento. Egli raccoglierà l'anamnesi, ti sottoporrà a un esame fisico e ausculterà i polmoni e la respirazione. Una volta che il medico ha escluso la possibilità di uno stiramento muscolare e sospetta un'infezione polmonare, potrebbe richiedere delle radiografie al petto. Le radiografie toraciche non sono in grado di rilevare uno stiramento o strappo muscolare nella parte superiore del busto o nel petto. Oltre alla coltura dello sputo, l'esame del sangue è molto utile per distinguere quale tipo di malattia polmonare ti ha colpito.

Situati nella cavità toracica, i polmoni sono due organi separati da uno spazio compreso tra la colonna vertebrale e lo sterno. Il loro compito principale è quello di ricevere il sangue carico di anidride carbonica e prodotti di scarto dalla circolazione periferica e di ripulirlo: una volta ripulito il sangue viene poi inviato al cuore, da dove viene inviato a organi e tessuti. I polmoni hanno un alto grado di elasticità che favorisce l'espulsione dell'aria durante l'espirazione. I sintomi variano da persona a persona a seconda della patologia. Come dolore viscerale riferito si intende un dolore provato da un soggetto nel sistema muscolo-scheletrico la cui origine è il malfunzionamento di un viscere. Molti dolori e limitazioni che si verificano nei muscoli, articolazioni e altre strutture del corpo non sono radicati nella struttura stessa, ma le sue cause sono in alcun visceri od organi che non funzionano in modo ottimale. La spiegazione di questo tipo di dolore è che i nervi che raccolgono informazioni dai visceri sono collegati agli stessi neuroni che ricevono gli impulsi dalle terminazioni nervose della pelle e dei muscoli.

a) Dolore di proiezione di un nervo: (per ex. Questa è la causa per cui i tumori polmonari non vengono diagnosticati precocemente. Il dolore da stiramento del muscolo è un dolore più profondo o superficiale a seconda di quali muscoli sono coinvolti, peggiora con il movimento (i colpi di tosse spesso non sono dirimenti perchè stimolano sia pleura che muscolo). Tali algie possono essere puntiformi quando si sviluppa il cosidetto punto trigger che un'area dolente che si forma in seno al muscolo con dolore alla digitopressione. Il muscolo guarisce spontaneamente allo strappo (se non completo) e ALLO stiramento, ma l'area di guarigione darà origine a una zona che non è più solida come in origine... Il dolore al petto o toracico può estendersi in tutta la parte anteriore del corpo tra il collo e la parte superiore dell’addome, oppure si può irradiare dietro lo sterno. Qualsiasi organo o tessuto presente nel torace può essere la fonte del dolore, inclusi cuore, polmoni, esofago, muscoli, costole, tendini o nervi. L’angina pectoris (letteralmente dolore al petto) è una condizione che si verifica quando una parte del cuore non riceve il sangue ossigenato di cui ha bisogno durante i periodi di sforzo fisico o stress emotivo. Al di là delle patologie più gravi, le cause che possono portare a dolore al petto sono molteplici. Quando si solleva qualcosa di eccessivamente pesante od in maniera non corretta, si potrebbe subire un affaticamento muscolare toracico o addirittura una lesione. Un affaticamento dei muscoli del torace non è un’emergenza medica e il dolore solitamente migliora con il riposo e tende a scomparire in pochi giorni. Questa condizione si verifica quando la cartilagine delle costole che è alla base delle articolazioni tra vertebre e costole (coste) si infiamma: un’infiammazione del genere può causare un dolore al petto simile a quello di un infarto. Non è sempre chiaro il motivo per cui si possa formare la costocondrite, ma solitamente viene innescata da un colpo ricevuto direttamente sul petto o da una tensione muscolare anomala dovuta ad un movimento poco appropriato. Purtroppo, possono causare costocondrite anche patologie più gravi, come un’infezione articolare, l’artrite e un tumore. Le costole rotte possono guarire da sole dopo diverse settimane, ma deve essere certificata la lesione attraverso un esame radiografico o una risonanza magnetica: nei casi più gravi, come fratture scomposte o incidenti importanti, le costole rotte possono causare danni agli organi toracici circostanti come i polmoni. Dolore toracico associato all’angina: descritto come pressione o sensazione di compressione del cuore. Esistono due tipi principali di angina: stabile (da sforzo) e instabile. Dolore toracico associato a miocardite: lieve dolore o sensazione di pressione. Dolore toracico associato a pericardite: dolore acuto o sordo che di solito inizia nel centro o nella parte sinistra del torace. La pericardite è uno stato infiammatorio acuto causato da infezioni virali o batteriche del pericardio, una struttura che riveste il cuore. Il dolore al petto, in caso di pericardite, può essere acuto o sordo e di solito inizia nel centro o nella parte sinistra del torace. Il dolore a volte si irradia anche dietro la schiena. L’aorta è l’arteria più grande del nostro corpo ed è responsabile del trasporto di sangue che parte dal cuore per arrivare a tutti i vasi sanguigni del corpo. Dolore toracico associato a dissezione o rottura dell’aorta: improvviso dolore acuto al torace e alla parte superiore della schiena Un aneurisma aortico, nei casi più gravi, può portare ad una dissezione aortica, ovvero la lacerazione della parete interna aortica con abbondante fuoriuscita di sangue. Dolore toracico associato a cardiomiopatia: può manifestare dolore moderato dopo aver mangiato o fatto esercizio fisico. La cardiomiopatia è una patologia del muscolo cardiaco che può comportare una diversità di malattie diverse: queste, possono indurre il cuore ad addensarsi, assottigliarsi o compromettere la sua capacità di pompaggio. Il nostro cuore ha quattro valvole (tricuspide, polmonare, mitrale/bicuspide e aortica) deputate al controllo del flusso sanguigno sia in entrata che in uscita. Riconoscere se un dolore al petto si tratta di infarto oppure no è fondamentale. Il consiglio è naturalmente quello di non rischiare e chiamare immediatamente il 118 o la guardia medica se si prova un dolore al petto anomalo. A differenza di un dolore al ginocchio o di un mal di schiena, il dolore al petto non è una condizione patologica che possiamo rimandare e trattare in seguito. In caso di dolore al petto, alla parte superiore della schiena, al braccio sinistro, alla mascella, di svenimenti improvvisi, di sudorazione fredda, di nausea o vomito, è di fondamentale importanza chiamare un medico professionista il prima possibile per farsi visitare urgentemente, affinchè si possa fare una diagnosi medica tempestiva e prevenire qualsiasi complicazione spiacevole.

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