In questo articolo analizziamo l’uso del cortisone nelle patologie respiratorie, in particolare nelle forme di infiammazione dei bronchi, e discutiamo quando è essenziale e quando può comportare rischi. Il cortisone, come antinfiammatorio, è spesso indispensabile in condizioni di asma grave o di infiammazione bronchiale intensa, ma va sempre usato con attenzione e guidato dal medico.
Quando il cortisone è indispensabile nelle malattie delle vie aeree
l’asma bronchiale ad esempio, sia nella sua presentazione allergica che in quella non-allergica, è un po’ il prototipo delle malattie respiratorie nelle quali il cortisone è spesso indispensabile, attenzione! spesso non vuol dire sempre!
Il cortisone nell’asma diventa qualche volta addirittura INDISPENSABILE, specie nelle condizioni di asma grave, di asma che rischia di mettere in pericolo la vita del paziente, ma il cortisone va sempre usato con attenzione, cercando di minimizzare i danni che potrebbero derivare dalla sua somministrazione, ed è sempre il medico, lo pneumologo, che deve fare questo, non può mai essere il paziente a gestire la terapia cortisonica!
sii! certo che può farlo!
E il cortisone, come ANTIINFIAMMATORIO, in questi casi di eccessiva INFIAMMAZIONE dei bronchi, è utilissimo! direi indispensabile! E le terapie cortisoniche vanno sempre personalizzate!
Scenari di utilità e personalizzazione della terapia
Ci sono pazienti con bronchite cronica che vedono peggiorare i loro sintomi magari per la sovrapposizione di un’influenza, e devono essere trattati con antinfiammatori, quale antiinfiammatorio migliore, in questi casi, se non proprio il cortisone! USATO BENE! E’ di nuovo lo pneumologo che indica farmaco, modalità, quantità e tempi!
Fare attenzione all’uso del cortisone perché? Poi ci sono un’infinità di effetti collaterali generali da cortisone, intendo da cortisone questa volta somministrato per bocca o iniettato per via intramuscolare o endovenosa, ulcera gastrica e duodenale, diabete, il cosiddetto diabete meta steroideo, ipertensione arteriosa, attenzione ai soggetti già ipertesi perché la pressione del sangue può, dopo un po’ di giorni di trattamento, può aumentare facendo affaticare il cuore, e specie negli anziani si rischia lo scompenso di cuore, e poi aumento del peso per trattamenti di lunga durata, comparsa di piccole ecchimosi sulla cute, piccole soffusioni emorragiche nella pelle di nuovo per trattamenti prolungati, Ok?
Cortisonici inalatori nei bambini e nel controllo dell’asma
Certo! I cortisonici inalatori nel bambino con broncospasmo ricorrente o asma bronchiale sono raccomandati da tutte le Linee Guida Internazionali. I cortisonici possono essere utilizzati durante le crisi d'asma acute associato a farmaci per dilatare i bronchi (come il Salbutamolo). I cortisonici vengono utilizzati soprattutto per prevenire le riacutizzazioni dell'asma bronchiale. Il dosaggio del cortisonico inalatorio per asma viene calcolato in base all’età del bambino e alla gravità dei sintomi. Se viene rispettato il giusto dosaggio, i cortisonici inalatori non presentano effetti collaterali importanti. Si è quindi temuto che, una volta nel sangue, i cortisonici potessero inibire la crescita dei bambini in terapia, né più né meno come accade con i cortisonici somministrati per bocca per lunghi periodi di tempo. In effetti, in numerosi bambini che soffrono di asma, i cortisonici inalatori vengono utilizzati ogni giorno per mesi. Una volta cessata la terapia, la velocità di crescita accelera e viene raggiunta così la statura definitiva che il bambino avrebbe raggiunto se non fosse stato trattato con cortisonici. Questi bambini, con la crescita dei bronchi, non ripresenteranno episodi di broncospasmo in età scolare.
Come si usano e quali precauzioni con gli spray cortisonici
I cortisonici inalatori sono efficaci solo se il pediatra ha diagnosticato una difficoltà respiratoria dovuta a broncospasmo, ovvero un restringimento dei bronchi. Spesso purtroppo la terapia con i distanziatori viene eseguita male. La tecnica andrebbe condivisa con la famiglia e verificata a distanza di tempo. Abbandonare questa terapia sarebbe molto pericoloso. Nella gestione/prevenzione della malattia si ammette oggi anche l’importante ruolo della nutrizione. Ha bisogno di un’alimentazione ricca in proteine, vitamine e sali minerali, e spesso questa necessità non viene soddisfatta: il bronchitico cronico difetta sovente di massa magra, pur con un IMC normale.
Prescrizione, forme e interazioni dei farmaci corticosteroidi e broncodilatatori
Informazioni sui Farmaci, Anno 2008, n. I farmaci per il trattamento dell’asma si dividono in due classi: quelli efficaci nel ridurre l’infiammazione e quelli efficaci nel dilatare le vie respiratorie. I pazienti cronici, che sono affetti da asma da anni, sono di norma in grado di prevedere le crisi, e sanno quali sono i fattori scatenanti (ad es. I broncodilatatori sono farmaci che dilatano i bronchi e le vie respiratorie, permettendo un miglior passaggio di aria e quindi una ventilazione migliore. Hanno una breve durata d’azione e sono spesso prontamente efficaci per risolvere gli attacchi d’asma. Sono sostanze che hanno effetto stimolante sul SNC. Il cortisone agisce andando a ridurre l’infiammazione che provoca il restringimento delle vie aeree. Durante una crisi d’asma, in un soggetto asmatico cronico, vengono di norma assunti per via inalatoria (puff, aerosol) o per via orale in maniera tempestiva, all’insorgere dei sintomi che possono ricondurre all’attacco d’asma.
Salbutamolo: i nomi commerciali più noti sono Broncovaleas® e Ventolin®. Sono farmaci assunti per via orale o inalatoria; il Broncovaleas® è ad esempio disponibile in gocce, per la nebulizzazione tramite aerosol, in puff e in sciroppo. La molecola più utilizzata è la teofillina, disponibile con il nome commerciale di Respicur® e Theodur®. Flunisolide: disponibile in fiale per aerosolterapia e in puff.
