L’Anno Europeo per lo Sviluppo (EYD2015) sarà una grande opportunità per comunicare i temi dello sviluppo e della cooperazione. L’idea che accompagna quest’anno tematico è proprio quello di allargare il pubblico a cui comunicare i temi dello sviluppo globale cercando di far percepire all’opinione pubblica il cambiamento in atto nei così detti paesi del sud del mondo. Si avverte la necessità di comunicare in maniera più efficace il lavoro delle nostre organizzazioni anche utilizzando nuovi messaggi e nuovi strumenti. Si tratta però di una sfida difficile per il nostro settore soprattutto a giudicare dai messaggi e dalle immagini che ancora vengono veicolate quotidianamente.
Nonostante le tante parole spese negli ultimi anni per cercare una nuova narrazione dello sviluppo e le tante buone pratiche di cambiamento, il grosso della nostra comunicazione si ostina a puntare su luoghi comuni, stereotipi e cliché legati alla povertà, alla malnutrizione e alla condizione dell’infanzia nel sud del mondo. Se non ne siete convinti andatevi a guardare lo spot di una grande ONG internazionale che proprio in questi giorni sta andando in onda su tutti i canali televisivi. Nella guida si trovano diversi spunti di riflessione che prima o poi dovranno essere presi in seria considerazione dagli operatori delle ONG, in particolare quelli che si occupano di raccolta di fondi, comunicazioni e advocacy. Il Codice chiede ONG di riflettere criticamente sui messaggi che stanno ritraendo, ponendosi delle domande sul linguaggio che usano, e le implicazioni dell'utilizzo dei diversi termini. Quando si tratta di immagini, la questione non è meno importante. Il Codice invita le organizzazioni a presentare un’immagine realistica della vita delle persone che ritraggono, che spesso sono partner o beneficiari dei nostri progetti. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. Non mancano altri suggerimenti importanti sulla gestione sei social network che amplificano facilmente i messaggi e ne moltiplicano la portata. Alcuni operatori suggeriscono per esempio l’utilizzo esclusivo di immagini originali che possano essere circostanziate e referenziate citando il luogo, il periodo e la situazione in cui sono state prodotte. Riusciremo a fare qualche passo in avanti in queste direzioni?

Obiettivo comune: comunicare in modo responsabile e realistico
La sfida di comunicare temi di sviluppo richiede una riflessione critica sui messaggi e sulle immagini utilizzate. In questa sezione si espone come il linguaggio e le scelte visive possano influire sulla percezione pubblica e su eventuali decisioni di supporto o di protesta. Si evidenzia l’esigenza di ampliare il pubblico coinvolto, superando schemi narrativi tradizionali che rischiano di presentare solo volti stereotipati di povertà e necessità. È cruciale considerare che la comunicazione non sia solo persuasiva, ma anche accurata, verificabile e rispettosa delle persone ritratte.
In particolare, si possono riconoscere linee guida utili per ridurre la ripetizione di cliché e favorire una narrazione che mostri dinamismo, agency delle comunità e progressi concreti, senza cadere in semplificazioni. L’attenzione è rivolta soprattutto al ruolo delle ONG nella gestione della comunicazione, della raccolta fondi e delle attività di advocacy, nonché all’impatto delle immagini sul pubblico.

Uso dei messaggi e degli strumenti
Si avverte la necessità di comunicare in maniera più efficace il lavoro delle nostre organizzazioni anche utilizzando nuovi messaggi e nuovi strumenti. Si tratta però di una sfida difficile per il nostro settore soprattutto a giudicare dai messaggi e dalle immagini che ancora vengono veicolate quotidianamente.
Non mancano altri suggerimenti importanti sulla gestione sei social network che amplificano facilmente i messaggi e ne moltiplicano la portata. Alcuni operatori suggeriscono per esempio l’utilizzo esclusivo di immagini originali che possano essere circostanziate e referenziate citando il luogo, il periodo e la situazione in cui sono state prodotte.
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