Esame per prevenire la malattia ostruttiva della carotide: guida diagnostica e opzioni di trattamento

Familiarità, alti livelli di colesterolo e lipidi nel sangue, sovrappeso, abitudine al fumo anche in passato, sono fattori di rischio noti per la malattia ostruttiva della carotide, la principale arteria del collo che porta sangue dal cuore al cervello. Grazie alla moderna tecnologia diagnostica però è possibile vedere anche placche lievi, avere una previsione del rischio ed evitare le conseguenze più gravi. Quali esami fare?

In particolare, anche le donne che hanno fumato in passato e hanno smesso di fumare da molti anni possono presentare placche ateromasiche alle carotidi. Questo perché quando l’ispessimento all’interno dei tronchi sovraortici (le carotidi) è avvenuto, il deposito che rimane non si risolve spontaneamente smettendo di fumare, ovvero non torna ai livelli normali, ma si può far sì che non peggiori.

Valutazione iniziale: ecocolorDoppler TSA e profili di rischio

«Nell’ambito di una valutazione cardiologica nelle donne over 40, è utile l’EcocolorDoppler dei tronchi sovraortici (TSA), una speciale ecografia che permette di studiare anche l’indice di spessore della parete interna della carotide, valore che fornisce la predittività del rischio cardiovascolare - sottolinea l’esperta -. I moderni ecografi, molto più potenti rispetto a quelli precedenti, sono in grado di rilevare anche lievi ispessimenti dell’intima comparsi in passato, così da valutare percorsi di monitoraggio e prevenzione della progressione della malattia. In genere, all’EcocolorDoppler TSA vengono richiesti anche esami del sangue per una valutazione di eventuali dislipidemie, ipercolesterolemie, e la visita cardiologica in modo da considerare l’opportunità di prescrivere, se necessario, terapie con farmaci specifici (statine).

Cos’è la stenosi carotidea e cosa implica

La stenosi carotidea è il restringimento (dal greco "στένωσις" sténōsis) delle arterie carotidi, le principali arterie che forniscono sangue al cervello. Questa condizione clinica causata dall’aterosclerosi può favorire la comparsa di un ictus ischemico quando ci troviamo di fronte ad una stenosi che riduca il lume arterioso del 75-80% (stenosi critica).

Cause e meccanismi della stenosi

Aterosclerosi: le placche aterosclerotiche sono in continua evoluzione e possono causare un ictus con un duplice meccanismo. Possono frammentarsi o ulcerarsi ed embolizzare a distanza (meccanismo embolico) o andare incontro a fenomeni di emorragia causando l’occlusione acuta dell’arteria (meccanismo emodinamico);

Fattori di Rischio Cardiovascolare: ipertensione, ipercolesterolemia, fumo, diabete, obesità, stile di vita sedentario e storia familiare di malattie cardiovascolari sono tutti fattori che contribuisco alla malattia aterosclerotica.

Diagnosi della stenosi carotidea

I principali esami strumentali per la diagnosi di stenosi della carotide sono: Ecocolordoppler dei Tronchi Sovra-Aortici (TSA), un esame non invasivo che utilizza gli ultrasuoni per valutare il flusso sanguigno nelle arterie carotidi e definire l’entità della stenosi carotidea; Angio-TAC e/o angio-RMN: per ottenere immagini dettagliate delle arterie carotidi e del circolo intracranico in previsione ad un eventuale trattamento chirurgico o endovascolare.

Quando eseguire l’ecocolordoppler TSA

L’ecocolordoppler dei tronchi sovra-aortici deve essere eseguito in tutti i pazienti con età superiore a 50 anni come strumento di screening e prevenzione primaria dell’ictus in presenza di fattori di rischio o familiarità per malattie cardio-vascolari in particolare: Pazienti con deficit neurologici; Prevenzione e Screening: in pazienti affetti da fattori di Rischio quali ipertensione, diabete, dislipidemia, obesità, fumo o con familiarità per malattie cardiovascolari; Pazienti con stenosi carotidea: per monitorare la progressione di una stenosi carotidea già diagnosticata. E nella valutazione pre e post-operatoria dei pazienti prima e dopo interventi chirurgici o procedure endovascolari (Stenting carotideo) per controllare la pervietà delle arterie e/o la presenza di eventuali complicanze.

Trattamento della stenosi carotidea

Il trattamento della stenosi carotidea dipende dall’entità del restringimento (stenosi) e dai sintomi presenti.

Terapia farmacologica

Statine: per abbassare il colesterolo e stabilizzare la placca aterosclerotica.

Antipertensivi: per controllare la pressione arteriosa.

Antiaggreganti piastrinici: come l'aspirina, per fluidificare il sangue e ridurre il rischio di trombosi.

Trattamento chirurgico e endovascolare

Endoarterectomia Carotidea: un intervento chirurgico in cui la placca viene rimossa dall'arteria carotidea. Con un piccola incisione laterocervicale in anestesia locoregionale. È indicato in pazienti con stenosi critica della carotide quando la placca è definita una “placca a rischio instabile” per le sue caratteristiche;

Stenting Carotideo: una procedura endovascolare quindi meno invasiva in cui un stent viene inserito nell'arteria per mantenerla aperta. È una valida alternativa per i pazienti ad alto rischio chirurgico.

Prevenzione e follow-up

Per il Follow-up e Monitoraggio della stenosi carotidea è indispensabile che il Paziente a rischio si sottoponga regolarmente a Ecocolordoppler dei tronchi sovra-aortici TSA per valutare il flusso sanguigno nelle arterie carotidi e l’eventuale progressione della stenosi carotidea oltre che l’evoluzione della placca aterosclerotica. La gestione e monitoraggio della stenosi della carotidea è fondamentale per prevenire eventi cerebrovascolari gravi come l'ictus.

La parola chiave è prevenzione: l’Ecocolordoppler dei vasi del collo permette di evidenziare la presenza di patologia steno-ostruttiva e di stimare il rischio cerebrovascolare anche in assenza di stenosi, grazie all’analisi della parete interna del vaso e allo spessore intimo.

Esami e guida pratica

QUANDO FARE UN ESAME ECO-DOPPLER DEI VASI DEL COLLO? Un primo esame eco-doppler dei vasi del collo anche se si è in piena forma e senza fattori di rischio cardiovascolari andrebbe fatto a 40 anni circa. Se abbiamo uno o più fattori di rischio tale esame andrebbe anticipato a 35 anni. È bene ricordare che l’Ecocolordoppler è un esame operatore dipendente. Ciò significa che l’attendibilità dell’esame dipende dall’abilità dell’operatore e anche dalla sua esperienza. Per essere un buon eco-dopplerista bisogna aver fatto tantissimi esami. Ricordiamo che l’Ecocolordoppler non è un esame invasivo, è indolore e innocuo.

Scegliete quindi sempre la prevenzione e ricordatevi di affidarvi a personale qualificato e con esperienza!

mappa delle arterie carotidi e TSA

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