Colorazione di Weigert nell’Enfisema: aspetti istologici e diagnostici

A livello meccanico, la degradazione dell’elastina altera la distribuzione delle forze di stress meccanico sulla parete alveolare durante gli atti respiratori. L’imaging è centrale nella diagnosi e nella caratterizzazione dell’enfisema. Enfisema centrolobulare: si riconoscono aree focali di ipoattenuazione, solitamente prive di pareti visibili, con una distribuzione predominante ai lobi superiori. Enfisema panlobulare: si evidenzia una riduzione diffusa dell’attenuazione del parenchima polmonare, con una rarefazione vascolare generalizzata e una distribuzione prevalente ai lobi inferiori. Enfisema parasettale: si apprezza come una singola fila di spazi aerei ipodensi, a parete sottile, localizzati in sede subpleurica e lungo i setti interlobulari. La RM del parenchima polmonare è limitata dalla bassa densità protonica del tessuto aerato, che produce un segnale molto basso.

Cisti polmonari: a differenza dell’enfisema centrolobulare, le cisti sono in numero minore, più grandi, hanno pareti visibili più definite e non mostrano il puntino centrale del fascio broncovascolare. Bronchiolite obliterante: causa un pattern a mosaicismo con aree di ipoattenuazione da air trapping. Il reperto HRCT può mimare l’enfisema panlobulare, ma la presenza di ispessimento della parete bronchiale e la scarsa distorsione vascolare aiutano nella differenziazione.

Sindrome di Birt-Hogg-Dubé (BHD): sindrome autosomica dominante causata da mutazione del gene FLCN. Sindrome da enfisema-fibrosi combinata (CPFE): entità clinica distinta caratterizzata dalla coesistenza di enfisema, prevalentemente ai lobi superiori, e fibrosi polmonare interstiziale, prevalentemente ai lobi inferiori.

La gestione dell’enfisema non è curativa ma mira al controllo dei sintomi, alla prevenzione delle riacutizzazioni e al rallentamento della progressione della malattia. Valvole endobronchiali: posizionate per via broncoscopica, creano un’atelettasia del lobo target riducendo l’iperinflazione.

Segue una lista di fonti e riferimenti utili per approfondimenti radiologici e patologici, nonché per l’approccio diagnostico step-by-step nel contesto delle malattie polmonari diffuse.

colorazione di Weigert per fibre elastiche (definizione visiva)

Fibre tessili - Classificazione

Colorazioni in istologia polmonare: principi e applicazioni

Sono colorazioni di semplice attuazione che vengono usate soprattutto per avere una rapida diagnosi del tessuto osservato. Esse danno una specifica e chiara risposta sulla topografia, sulla conservazione e sulle condizioni generali del preparato. Queste colorazioni si basano sul principio generale dell’affinità dei coloranti per un determinato tessuto o per il suo valore di pH. Quelli basici (emallume, fucsina basica, carmallume) colorano le strutture acide presenti sia nelle cellule (ad es. nucleo, ribosomi) che nei tessuti, (ad es.cartilagine, secreti acidi) mentre quelli acidi (eosina, acido picrico) colorano i componenti basici sia cellulari (ad es. citoplasma) che tissutali (tessuto osseo, connettivo).

È la colorazione sicuramente più usata nei vari laboratori di istopatologia. Il nucleo e i vari componenti acidi del citoplasma vengono colorati in blu-viola dall’emallume, un colorante vegetale basico di cui esistono diverse varianti (ad es. di Mayer o Carazzi).

Nella colorazione di questo preparato all’eosina 1% è stata aggiunta anche una parte (25%) di Orange G allo 0,5%. Questo permette di differenziare maggiormente le strutture basiche. I nuclei sono colorati in viola dall’Emallume di Mayer, le fibre muscolari in rosa intenso e lo scarso connettivo interposto fra le fibre in rosa pallido dalla miscela Eosina/Orange G. Gli eritrociti contenuti nei capillari sanguigni sono di un rosa acceso.

Figura S2. Rene di coniglio. I nuclei delle cellule epiteliali che rivestono i tubuli renali sono colorati in viola intenso dall’Emallume di Mayer mentre il loro citoplasma assume un colore rosa di intensità variabile dovuto alla miscela Eosina/Orange G. Colora in nero intenso le strutture acide e i contorni cellulari. Grazie alla sua affinità per alcune componenti presenti nei diversi tessuti mette bene in evidenza i confini cellulari e le striature trasverse delle fibre muscolari.

colore di H&E: principi e esempi

Colorazioni speciali: selettive e nefandezze metodologiche

Nella variante di Heidenhain, l’azocarminio colora le strutture acide di rosso-porpora molto acceso, mentre le strutture basiche reagiscono con il blu di anilina o il violetto arancio (tessuto muscolare) dell’orange G. Il citoplasma, in generale, sarà arancione pallido. Con questa colorazione otteniamo una netta separazione tintoriale tra il tessuto muscolare e quello connettivo. Si noti che questa metodica è incompatibile con alcuni fissativi (es. Figura S6. Fegato di maiale).

La descrizione continua con esempi di colorazioni per tessuti diversi, inclusi tessuti nervosi, muscolo scheletrico e tessuti adiposi, evidenziando l’importanza di scegliersi metodi specifici per evidenziare particolari componenti tissutali e le relative prestazioni. Figura S8-S26 presentano esempi pratici di colorazioni elettive e combinazioni di coloranti per diverse strutture cellulari e tessuti, nonché note procedurali sull’uso di criostato, fissativi e condizioni di preparazione.

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