La degenerazione cistica avventiziale dell’arteria poplitea è una malattia vascolare rara che può causare claudicatio intermittens non aterosclerotica. Presenta tipicamente una massa cistica avvolgente attorno a un’arteria, con sintomi variabili dalla cronicità a periodi di riacutizzazione. In letteratura si cita che, insieme alla sindrome da intrappolamento dell’arteria poplitea, la CAD rappresenta una causa non aterosclerotica di claudicatio intermittens.
Presentazione clinica e storia della paziente
La paziente descrive dolore al polpaccio destro presente da alcune settimane, manifestato sia a riposo sia in attività, e in funzione del carico dopo alcuni metri. In alcuni giorni è completamente libera dai sintomi con capacità di camminare oltre dieci chilometri. Riporta anche gonfiore nella parte inferiore della gamba destra. Il sospetto di trombosi non è stato confermato.
La persona non è fumatrice e ha una perdita di peso significativa (38 kg). A esami obiettivi, polso regolare e pulsazione dell’arteria poplitea e pedidea normali, anche in seguito a manovre di flessione del ginocchio e di flessione plantare. Gli indici caviglia-brachiali sono fisiologici su entrambi i lati (1,1). La lieve ipertensione rilevata (145/92 mmHg a destra, 142/88 mmHg a sinistra) non è accompagnata da altre anomalie cliniche significative.
Nell’ecodoppler a colori è descritta una massa cistica anecoica di dimensioni 2 cm di larghezza/profondità e 4 cm di lunghezza, avvolgente l’arteria poplitea destra e lobulizzata da setti, con disegno a cuffia intorno all’arteria. Non si osservano stenosi dell’arteria o della vena poplitea né alterazioni morfologiche o emodinamiche su tale livello. Non si evidenziano accelerazioni del flusso durante la flessione del ginocchio o durante la flessione plantare. L’arteria poplitea sembra integra dal punto di vista vascolare.
La risonanza magnetica del ginocchio destro evidenzia, anche in questo caso, una massa cistoide che circonda l’arteria poplitea, isotropa al liquido sinoviale e collegata alla capsula articolare del ginocchio, senza accumulo di mezzo di contrasto. La diagnosi di CAD è confermata anche a livello di imaging.
Diagnosi e considerazioni diagnostiche
Diagnosi: degenerazione cistica avventiziale dell’arteria poplitea. La diagnosi si basa su una triade di elementi: quadro clinico di claudicatio intermittens non aterosclerotica, imaging che mostra una massa cistica attorno all’arteria poplitea, e assenza di segni di stenosi o di danno aterosclerotico. L’eziologia resta controversa e comprendente ipotesi embriologiche, traumatiche, sistemiche e gangliari.
In questa condizione, la massa cistica circostante l’arteria è tipicamente associata a una relazione anatomica con un’articolazione, e la malattia colpisce prevalentemente uomini nella quarta o quinta decade di vita. Il rapporto uomo/donna è di circa 4-5:1. La diagnosi clinica spesso è difficile e può essere ritardata, poiché i sintomi si sovrappongono a quelli di altre patologie vascolari o muscoloscheletriche.
Opzioni terapeutiche e gestione
Le opzioni descritte in letteratura includono “l’escissione delle cisti preservando l’arteria, l’escissione dell’arteria interessata con l’interposizione di un innesto di vena o di plastica e infiltrazioni di sollievo delle cisti eco o TC guidate”.
Nella storia clinica descritta, la paziente preferisce evitare un intervento chirurgico perché la capacità di camminare non era compromessa in modo permanente e i sintomi non erano costantemente presenti. Non sono stati rilevati segni morfologici e funzionali di stenosi. Per questo motivo, gli autori hanno concordato con la paziente visite di follow-up a breve termine a 3 mesi.
Considerazioni sul decorso e prognosi
La CAD è una malattia rara; la letteratura riporta meno di 400 casi descritti a livello globale fin dalla sua prima descrizione nel 1947. Le presentazioni fluttuanti possono includere periodi senza sintomi intervallati da riacutizzazioni. La maggior parte dei casi coinvolge l’arteria poplitea, ma sono riportate localizzazioni in altre arterie o vene, sempre con una relazione anatomica con un’articolazione.
La gestione è individualizzata in base al grado di compromissione funzionale e alle preferenze del paziente; in casi selezionati è possibile intervenire per rimuovere la massa cistica preservando l’arteria o mediante rimozione dell’arteria interessata con innesto di vena o plastica. In alternativa, esistono opzioni di sollievo della massa mediante infiltrazioni ecoguidate o TAC-guidate, soprattutto quando il trattamento conservativo è preferito o la sintomatologia è lieve.
