Quel fastidioso mal di testa intorno agli occhi o ai denti, unito a un senso di raffreddamento e congestionamento: può trattarsi di sinusite, un’infiammazione molto comune della mucosa dei seni paranasali, le cavità delle ossa intorno al naso e agli occhi. Si parla di sinusite mascellare quando la condizione interessa i due seni mascellari, all’altezza degli zigomi. Si riconosce perché provoca dolore nella zona della mascella, sotto gli occhi o alle guance, oltre al possibile mal di denti.
La causa più comune dell’insorgenza della sinusite è un’infezione virale, per esempio dovuta al virus dell’influenza che si manifesta con il noto raffreddore, ma sono note anche cause batteriche, dato che il ristagno nel naso può provocarne la proliferazione. In diversi casi la sinusite passa da sola nel giro di una settimana o poco più, se non è particolarmente aggressiva. Inoltre, l’umidità aiuta. Si consiglia quindi di evitare gli ambienti troppo secchi o fumosi, e di mantenere ben umidificata la propria casa con un'umidità domestica tra il 45% e il 50%.
Decongestionare il naso con prodotti appositi è un altro passo importante per non incappare in problematiche ben più gravi, l’utilizzo di antinfiammatori e mucolitici può venire in aiuto per eliminare le secrezioni abondanti e dolori acuti. La sinusite è una condizione piuttosto comune nei bambini, anche più frequente rispetto a quanto avviene fra gli adulti. I seni frontali in particolare iniziano a svilupparsi solo intorno ai 10 anni di età. Uno dei segnali che si sta sviluppando una sinusite è se il bambino sviluppa febbre a distanza di una settimana dall’inizio del raffreddore.
Una volta diagnosticata la sinusite, il medico e in particolare l’otorinolaringoiatra, prescriverà lavaggi nasali con soluzioni saline e con, eventualmente, spray cortisonici. In diversi casi la sinusite passa da sola nel giro di una settimana o poco più, se non è particolarmente aggressiva. Ma se ciò non avviene o se si inizia a soffrire di sinusiti molto spesso, è necessario fare un controllo medico per escludere altre malattie e iniziare una cura che deve essere seguita almeno per 8-10 giorni.
Inizialmente si suggeriscono dei metodi che liberino i seni paranasali dal muco ristagnante, per esempio con anticongestionanti, mucolitici, tramute spray, oppure prodotti per areosol, ma è bene ricordare di non usarli per più di una settimana poiché potrebbero causare dipendenza o assuefazione. Nei casi più blandi si può beneficiare anche dei suffumigi oppure dell’applicazione d’impacchi caldi sul viso per aiutare il drenaggio del muco. Se l’infiammazione è estesa, accompagnata da febbre o malessere importante ed è nota l’origine, il medico può suggerire l’uso di antibiotici o di corticosteroidi o una visita specialistica otorinolaringoiatrica. La certezza si può avere solo tramite una visita otorinolaringoiatrica.
Nei casi più blandi in cui l’infezione si sta risolvendo da sola, per alleviare i fastidi connessi alla sinusite si può beneficiare anche dei suffumigi (i classici rimedi della nonna, le inalazioni di vapore che dovrebbe aiutare il drenaggio) oppure dell’applicazione d’impacchi caldi sul viso per aiutare l’evacuazione del muco e per ridurre il dolore. Cristina Da Rold, giornalista freelance e consulente nell’ambito della comunicazione digitale. Si occupa di giornalismo sanitario data-driven principalmente su Infodata - Il Sole 24 Ore e Le Scienze. Lavora per la maggior parte su temi legati all’epidemiologia, con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 è consulente per la comunicazione social media per l’Ufficio italiano dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Collabora con alcune riviste mediche più specialistiche per Il Pensiero Scientifico Editore, con cui ha pubblicato nel 2015 il libro “Sotto controllo. La salute ai tempi dell’e-health”. Le informazioni presenti in Micuro hanno scopo divulgativo e informativo. Non costituiscono in alcun modo un mezzo di autodiagnosi e automedicazione.
Per sinusite (o più correttamente rinosinusite) s’intende l’infiammazione dei seni paranasali, ovvero le cavità pneumatiche scavate nel nostro volto, ma la definizione è ampia e può comprendere differenti condizioni cliniche. Il comune raffreddore, ad esempio, è una rinosinusite virale, che ha durata di pochi giorni. La congestione della mucosa nasale, tuttavia, l’aumento della produzione di muco e il rallentato trasporto ne favoriscono la colonizzazione batterica con la comparsa di una sintomatologia più durevole e importante come senso di peso al volto o dolore facciale, alterazione della percezione di odori e sapori, febbre. Virus, batteri e più raramente funghi possono essere gli agenti patogeni della rinosinusite, ma non bisogna trascurare l’ambiente rinosinusale, ove si arriva a produrre fino a due tazzine di caffè di muco al giorno drenato in naso e faringe dal complesso anatomico più complicato del nostro organismo: il labirinto etmoidale.
Quali sono i sintomi della sinusite e come si cura? Il comune raffreddore benché possa avere sintomi intensi è di breve durata. L’irrigazione delle fosse nasali con soluzione fisiologica e l’umidificazione dell’ambiente nasale ne favoriscono una più rapida guarigione. Occorre non sottovalutare mai la ripetitività dei sintomi nel corso dell’anno, la presenza di muco giallo o verde o una sintomatologia estremamente intesa, ad esempio un mal di testa pulsante. E si raccomanda di non trascurare una lenta uscita dai sintomi maggiori, che rischia di trasformarsi nella tolleranza di uno stato di malessere cronico.
All’insorgenza dei primi sintomi la semplice detersione delle fosse nasali con soluzione fisiologica, il fumento con decongestionanti naturali come l’eucalipto, oppure un utilizzo - purché sia sempre limitato - di vasocostrittore può essere sufficiente. Il muco colorato (giallo o verde) è segno di colonizzazione batterica. Antibiotico ad ampio spettro - con posologia giornaliera e durata rispondenti allo standard of care - e steroide per via sistemica sono necessari. L’antibiotico agisce bloccando la replicazione batterica; il cortisone riduce il gonfiore della mucosa (effetto anti-edemigeno) favorendo l’evacuazione di muco dai seni paranasali verso naso e faringe al tempo stesso riducendo il dolore facciale da compressione. In caso di azione antalgica insufficiente, il paracetamolo può essere un completamento terapeutico.
Nelle rinosinusite acute ricorrenti è auspicabile un corretto percorso clinico con TC del massiccio facciale in tre proiezioni senza mezzo di contrasto per identificazione delle condizioni anatomiche predisponenti la sinusopatia ed esclusione di comorbilità come allergia. La multidisciplinarietà diventa mandatoria nelle rinosinusiti croniche con o senza poliposi nasale, spesso una vera e propria sfida per i clinici. Irrigazione nasale con fisiologica e utilizzo di corticosteroidi topici nasali (o topici orali se presente asma) rappresentano la base terapeutica nella patologia infiammatoria nasale cronica. Diversamente la rinosinusite senza o con poliposi nasale associata ad un profilo infiammatorio T2, correlato ovvero ad alti livelli ematici e mucosali di eosinofili, può essere caratterizzata da un quadro clinico recalcitrante a terapia steroidea locale o chirurgia. Adeguato e multidisciplinare percorso diagnostico, adeguata chirurgia e opzioni terapeutiche alternative in caso di mancato controllo dei sintomi sono oggi le “armi” a disposizione dei clinici. Devono essere utilizzate nei tempi e nei modi corretti. Adeguata chirurgia significa in primo luogo affidare questa opzione a un chirurgo esperto. La chirurgia endoscopica rinosinusale deve creare spazi adeguati a un’ottimale azione del corticosteroide locale a limitare la ricomparsa dei sintomi. Nuove prospettive potrà forse regalarci la REBOOT endoscopic sinus surgery. L’Otorinolaringoiatria di Humanitas vanta una fra le casistiche più ampie a livello mondiale. Reboot significa rigenerare: si tratta di un intervento difficile anche in mano a chirurghi esperti, che prevede, infatti, la rimozione del pannello mucoso di rivestimento dei seni paranasali caratterizzato da infiltrato infiammatorio eosinofilico. Diversamente da quanto si possa pensare, tale mucosa viene rigenerata non da cicatrice, ma da mucosa normale. I lavaggi nasali con soluzione fisiologica in prodotti preconfezionati o nella siringa senza ago rappresentano una fondamentale misura preventiva.
La definizione e l’ampiezza della sinusite sono ulteriormente esplorate: i seni paranasali sono cavità d’aria nelle ossa del cranio, comunicano con il naso tramite osti e possono essere classificati in frontale, mascellare, etmoidale e sfenoidale. Quali sono i sintomi tipici? Congestione, dolore facciale, secrezione nasale, febbre, aumento della pressione nei seni, alterazione dell’olfatto, possibile nausea e vertigini. Le complicanze, se non trattate, possono verificarsi soprattutto nelle forme croniche o purulente e richiedono attenzione medica.

SINUSITE - Sintomi e Cause
La prevenzione include controllare le cause note di ricorrenza: allergie, fumo, inquinamento e difetti anatomici come deviazioni del setto nasale. Le opzioni diagnostiche e terapeutiche si adattano al tipo di sinusite: acuta virale si risolve spesso senza terapia specifica; batterica o fungina richiede farmaci mirati; cronica può richiedere corticosteroidi, antimicotici, antistaminici o intervento chirurgico endoscopico.