Ventolin e distanziatori: uso corretto, benefici e limiti

La terapia inalatoria tramite l’utilizzo dell’inalatore predosato pressurizzato (pMDI) costituisce la pietra miliare nella terapia dell’asma e l’utilizzo combinato con il distanziatore costituisce il metodo più efficace di erogazione dei farmaci per via inalatoria.

Cos’è e come funziona il pMDI

La terapia inalatoriaI pMDI sono costituiti da una bomboletta all’interno della quale il farmaco si trova in sospensione o in soluzione con surfattanti, lubrificanti e con un propellente. L’erogazione del farmaco (spruzzo o «puff») permette l’erogazione di una dose predeterminata di farmaco, che può essere ripetuta in sequenza. La formulazione in spray è facilmente trasportabile, ha basso costo e rischio di contaminazione batterica. Affinché la terapia sia efficace, è necessaria una perfetta sincronia tra l’erogazione del puff e l’inspirazione. Tale coordinazione è difficile da ottenere, soprattutto nei bambini piccoli e nei pazienti poco collaboranti. La velocità delle particelle erogate dalle bombolette è molto elevata (120 km/h) e supera quella dell’aria inspirata, determinando l’impatto del farmaco contro le pareti dell’orofaringe; questa dinamica prende il nome di “effetto balistico” e riduce l’efficacia della terapia, aumentando gli effetti collaterali locali e sistemici. Per superare tali limiti, sono stati introdotti i distanziatori.

I distanziatori: funzione e vantaggi

I distanziatori fungono da camere di espansione che si interpongono tra il pMDI e il paziente. I distanziatori più presenti in commercio sono i Valved Holding Chambers, dotati di una valvola unidirezionale che si apre durante l’inspirazione e si chiude durante l’espirazione. Nella camera, le particelle delfarmaco subiscono un rallentamento della loro velocità, aumentando il tempo utile per l’inalazione. Tale meccanismo annulla l’effetto balistico, consente al propellente di evaporare e ciò permette al farmaco di raggiungere più facilmente le vie aeree inferiori. Inoltre, le particelle di maggiori dimensioni tendono a depositarsi sulle pareti della camera del distanziatore, riducendo la quota che invece si depositerebbe in orofaringe.

Caratteristiche principali dei distanziatori

I distanziatori sono composti da un anello di gomma, dal cilindro, da almeno una valvola unidirezionale e dalla maschera facciale o dal boccaglio. I vari modelli possono differire per volume, forma, materiali, tipo e numero di valvole, presenza e caratteristiche delle mascherine. Il distanziatore può avere un volume compreso tra 100 e 700 ml. Maggiore è il diametro e la lunghezza di un distanziatore, maggiore sarà la quantità di farmaco inalata ed minore la quantità che si deposita sulle pareti interne impattando su di esse. Tuttavia, bambini piccoli e lattanti possiedono un basso volume corrente e sono necessari più atti respiratori per svuotare camere di maggiori dimensioni. Pertanto nei primi anni di vita si consigliano camere con un volume più basso (<350 ml), mentre apparecchi da 500-750 ml si possono utilizzare efficacemente dopo i 6-7 anni. I distanziatori in plastica hanno cariche elettrostatiche che attraggono le particelle sulle pareti interne e ciò riduce la dose di farmaco che giunge ai polmoni. I modelli più recenti sono costituiti da materiale non elettrostatico, mentre per quelli che non lo sono, si può ridurre la carica elettrostatica lavando il distanziatore con detersivo per piatti (3-4 gocce in 1 litro di acqua) senza risciacquare, oppure con il priming, ovvero erogando qualche puff a vuoto nel distanziatore al suo primo utilizzo per creare un film antistatico sulle pareti.

Interfacce paziente e istruzioni d’uso

I distanziatori sono generalmente dotati o di una valvola unidirezionale o di due valvole separate (inspiratoria ed espiratoria). La funzione è quella di evitare che l’aria espirata entri nel dispositivo. I distanziatori sono dotati di mascherina facciale o di boccaglio come interfaccia con il paziente. Generalmente si consiglia l’utilizzo della maschera facciale fino ai 4 anni di età e del boccaglio nei bambini sopra 4 anni di età. Questo limite è indicativo, in quanto la mascherina è richiesta fino a che il bambino non acquisisca le competenze per utilizzare un dispositivo dotato di boccaglio. Le maschere costituite da materiale flessibile si adattano meglio al volto e garantiscono una maggior aderenza rispetto alle maschere rigide.

Pulizia e manutenzione del distanziatore

Pulizia del distanziatoreSi consiglia una pulizia settimanale in acqua tiepida con detergente liquido per piatti (2-3 gocce per 1 L d’acqua) per 15-20 minuti. Risciacquare sotto l’acqua corrente, scuotere l’eccesso di acqua, senza strofinare con un panno. Lasciare poi asciugare in posizione verticale all’aria. Si consiglia di lavare con solo acqua corrente il boccaglio o la mascherina. Inserire il boccaglio tra i denti, chiudendo lelabbra attorno al boccaglio del distanziatore, assicurandosi che la lingua non lo occluda. Inspirare profondamente e lentamente attraverso la bocca, quindi trattenere il respiro per circa 5-10 secondi. Se la terapia prevede più di un puff, agitare di nuovo il pMDI insieme al distanziatore prima dello spruzzo successivo.

Istruzioni pratiche per genitori e pazienti

La somministrazione dei farmaci con il distanziatore. AreaPed 2018;19(3):136-137. La somministrazione dei farmaci con il distanziatore Gli errori tecnici compiuti dal paziente sono frequenti, per cui è necessario che il personale sanitario impartisca istruzioni per un uso corretto della metodica, prima di consegnare queste informazioni. Maria Elisabetta Di Cosimo Pediatra di Famiglia. ISTRUZIONI PRATICHE PER I GENITORI

La somministrazione del farmaco viene effettuata mediante uno spray, con erogatore a pressione. Ogni erogazione (puff) libera una quantità predosata di farmaco. Nel bambino più piccolo, è importante somministrarli sempre con l’uso di particolari dispositivi: i distanziatori. Sono strumenti che si adattano agli erogatori e consentono l’utilizzo dei farmaci (broncodilatatori, cortisonici). Sono composti da: 1. anello di gomma, dove si infila la bomboletta 2. cilindro 3. valvola inspiratoria, che si apre verso l’interno, solo quando il bambino prende aria 4. valvola espiratoria che si apre verso l’esterno, solo quando il bambino butta fuori l’aria 5. maschera facciale o boccaglio.

COME SI USANONel bambino di età inferiore a 4 anni: 1. Togliere il tappo di chiusura dello spray 2. scuotere la bomboletta 3. collegare il boccaglio della bomboletta al distanziatore 4. applicare la mascherina ben aderente al viso, in modo che il naso e la bocca siano coperti (la scarsa aderenza influisce sulla quantità di farmaco somministrato) 5. azionare lo spray (1 puff per volta) e lasciare sul volto per 10-15 secondi (5-10 respiri per ogni erogazione). Il bambino deve stare in posizione eretta, mai sdraiato. Nel bambino di età superiore a 4 anni: 1. togliere il tappo di chiusura dello spray 2. scuotere la bomboletta 3. collegare il boccaglio della bomboletta al distanziatore 4. inserire il boccaglio del distanziatore tra i denti e chiudere bene le labbra (la lingua non deve ostruire il boccaglio) 5. espirare lentamente e completamente 6. eseguire un’erogazione con lo spray, all’inizio dell’inspirazione 7. inspirare lentamente e profondamente 8. trattenere il respiro per circa 10 secondi, poi espirare lentamente.

Note: se si è usato il cortisonico, sciacquare la bocca con acqua avendo cura di non ingerirla. Note: ■ Se il medico ha prescritto più di un puff, è necessario ripetere l’operazione dal punto 2, aspettare 1 minuto prima di ripetere l’erogazione come sopra indicato. ■ Per controllare quanto farmaco è rimasto nella bomboletta immergerla in un contenitore con acqua. Più la bomboletta galleggia, più è vuota. ■ I distanziatori andrebbero sostituiti almeno una volta l’anno. ■ Il pianto riduce in misura variabile la quantità di farmaco inalata! Aspettate che si calmi prima di ripetere la manovra. ■ Se il naso del vostro bambino è ostruito è necessario effettuare un lavaggio nasale prima di usare il distanziatore con la mascherina.

Ventolin: indicazioni d’uso, posologia ed effetti

Ventolin è un medicinale che contiene Salbutamolo, broncodilatatore che agisce sui recettori Beta2-adrenergici per rilassare la muscolatura delle vie aeree. È indicato per il trattamento di asma e condizioni simili. Per prendere Ventolin, agitare bene l’inalatore, inspirare lentamente e premere al tempo della inalazione, trattenere il respiro e espirare lentamente. Se è necessario un secondo spruzzo, attendere almeno un minuto. La dose corretta dipende dall’età e dall’obiettivo terapeutico: uso di emergenza, prevenzione o trattamento regolare.

Dosaggio tipico e considerazioni di sicurezza

La dose può variare: adulti e adolescenti possono utilizzare 1-2 inalazioni per alleviare l’asma o 2 inalazioni prima dell’esercizio; la dose massima è 8 inalazioni nelle 24 ore. Nei bambini sotto 12 anni, 1-2 spruzzi per alleviare l’asma; 2 inalazioni prima dell’esercizio; 2 inalazioni fino a quattro volte al giorno per il trattamento regolare. Il sovradosaggio può causare nausea, vomito ed iperglicemia; i livelli di potassio vanno monitorati in caso di uso prolungato o ad alte dosi. Evitare l’uso in gravidanza se non strettamente necessario; l’allattamento va valutato dal medico.

Effetti indesiderati comuni e rari

Tra gli effetti indesiderati comuni: mal di testa, tremori, palpitazioni, irritazione a bocca e gola. Rari: angioedema, difficoltà a deglutire, sofferenza respiratoria. In presenza di segnali di ipersensibilità, contattare immediatamente il medico. Alcuni pazienti possono sperimentare ipokaliemia, soprattutto con dosi elevate o concomitanti fattori di rischio.

Pratiche di gestione del distanziatore e considerazioni pratiche

La gestione del distanziatore comprende la sostituzione periodica e l’uso corretto per evitare dispersione del farmaco. L’uso di un distanziatore “di emergenza” può essere utile in situazioni improvvise, ad esempio improvvisando un contenitore casalingo, ma non sostituisce i dispositivi certificati. In caso di uso di cortisonici, sciacquare bene bocca e viso dopo l’uso per minimizzare gli effetti locali.

grafico funzionamento pMDI e distanziatori

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