I turbinati nasali: funzione, ipertrofia e opzioni di trattamento

funzione di riscaldamento ed umidificazione dell’aria inspirata attraverso un efficiente sistema di “sifoni” vascolarizzati (i turbinati) che a seconda della temperatura dell’aria possono aumentare o ridurre il loro volume. Dilatandosi sono in grado di cedere più calore e una maggiore quota di umidità.

Raffreddore, rinite e sinusiti: quadro clinico delle patologie delle fosse nasali

Riniti - La più comune forma di infiammazione acuta a carico della fossa nasale è rappresentata dalla rinite acuta epidemica. Tale affezione è comunemente conosciuta con il nome di raffreddore o coriza. È sostenuta da un’eziologia virale, in particolare da rhinovirus o virus parainfluenzali. Si caratterizza per ostruzione respiratoria nasale associata ad abbondanti secrezioni nasali. Sono possibili delle sovrainfezioni batteriche caratterizzate da secrezioni muco-purulente. Una quota significativa di infiammazioni nasali (20%) è rappresentata dalle riniti allergiche. Sono forme causate da una reazione immunitaria a specifici agenti esterni denominati allergeni. Si distinguono allergeni stagionali (es. pollini) e perenni (es. acari della polvere, pelo di animale).

Il paziente lamenta disturbi quali ostruzione respiratoria nasale, secrezioni nasali trasparenti, starnutazione, prurito nasale, riduzione del senso dell’olfatto, coinvolgimento oculare (oculorinite allergica). La diagnosi viene posta attraverso un esame endoscopico nasale con strumentazione flessibile a fibre ottiche e mediante test allergologici specifici. Una forma di rinite con caratteristiche simili a quella allergica ma non correlata ad allergeni è la rinite pseudo-allergica o vasomotoria. In questo caso la sintomatologia prima descritta è scatenata da stimoli termici, chimici, ottici, meccanici (es. esposizione alla luce, al caldo, al freddo etc).

Sinusiti: infiammazione dei seni paranasali

Sinusiti - La sinusite è un’infiammazione dei seni paranasali. Esistono tre tipi di sinusite: la prima è la sinusite acuta, un tipo di infiammazione che colpisce rapidamente e si risolve con una terapia medicale appropriata; la seconda è la sinusite subacuta, di durata variabile fino ai tre mesi e trattabile anch’essa con specifiche terapie; la terza è la sinusite cronica, e si verifica a causa di ripetuti episodi acuti o per infezioni precedenti trattate in modo inadeguato.

Nella genesi delle sinusiti vanno comunque considerati una serie di fattori predisponenti come: alterazioni strutturali del naso; deficit immunitari; infezioni dentarie e non solo. I più comuni sintomi della sinusite sono: secrezioni nasali frequentemente purulente, dolore nella regione facciale localizzato in base ai seni coinvolti, capacità olfattiva ridotta o assente. I polipi nasali sono sacche di mucosa ispessita che si estroflette per il ripetersi di fenomeni flogistici favoriti da allergie, infezioni micotiche, intolleranza all’Aspirina, patologie autoimmuni (Sindrome di Churg-Strauss), neoplasie nasali (poliposi sintomatica), alterazioni della funzione muco-ciliare. La diagnosi viene effettuata mediante esame endoscopico nasale con fibre ottiche che consente di verificare l’entità della poliposi e il grado di impegno delle fosse nasali. La terapia chirurgica rappresenta l’unica scelta nei casi di poliposi massiva, nei casi di mancata risposta alla terapia medica e nei pazienti che non possono sottoporsi a prolungate cure a base di cortisonici. La chirurgia FESS (Functional Endoscopic Sinus Surgery) consente attraverso endoscopi nasali una meticolosa asportazione delle neoformazioni polipoidi, restituendo al paziente una più fisiologica anatomia nasale. Non sono previsti tagli esterni né l’utilizzo dei tamponi nasali. Il paziente viene dimesso il mattino seguente l’intervento, con un tempo complessivo di ricovero di 24 ore. È consigliata una convalescenza di 8-10 giorni per ridurre il rischio di sanguinamento post-operatorio.

Deviazione del setto nasale, polipi e tumori benigni

Fanno parte di questa categoria patologie come la deviazione del setto nasale, che rappresenta un disallineamento del sepimento osteo-cartilagineo che divide le due fosse nasali. Può essere causato da un sviluppo disarmonico dello scheletro facciale, in questi casi si parlerà di deviazione congenita, o di traumi nasali occorsi anche in età pediatrica, in quest’altro caso di deviazione acquisita. La terapia è esclusivamente chirurgica mediante correzione della lamina del setto. Non è richiesto l’utilizzo di tamponi nasali, ma solo delle sottili lastrine in silicone che vengono inserite tra setto e turbinati, impedendo in tal modo la formazione di aderenze cicatriziali post-operatorie anomale. È consigliata infine una convalescenza di 8-10 giorni per ridurre il rischio di sanguinamento post-operatorio. È importante notare che l’intervento di settoplastica non modifica l’estetica del naso, ma è volto alla sola correzione funzionale.

Il tempestivo riconoscimento di una frattura delle ossa nasali permette un rapido trattamento mediante riduzione chirurgica. La riduzione della frattura permette un riallineamento dei monconi ossei. L’operazione deve necessariamente essere eseguita entro 7-10 giorni dal trauma, in quanto, dopo tale periodo, non è più possibile un riallineamento delle ossa nasali a causa del consolidamento anomalo dei segmenti ossei.

Tumori benigni e patologie correlate

Tumori benigni - Tra i tumori benigni delle cavità nasali e dei seni paranasali ricordiamo i fibromi, il fibroangioma sanguinante, gli osteomi e i papillomi. Una particolare forma di papilloma è il cosiddetto papilloma invertito: si tratta di una neoformazione benigna caratterizzata da una singolare tendenza alla crescita in profondità con possibile erosione delle strutture ossee circostanti.

Particolari esposizioni lavorative inducono un’infiammazione cronica persistente, che provoca una progressiva paralisi del sistema muco-ciliare. Nei tumori naso-sinusali il distretto coinvolto è nobile poiché confina con occhi, meningi e contenuto del cranio. Pertanto sia il trattamento chirurgico che radioterapico rischiano di diventare eccessivamente offensivi e distruttivi.

Turbinati ipertrofici: sintomi, diagnosi e trattamenti

Se respiri “a metà”, hai il naso chiuso soprattutto di notte, ti svegli con la bocca secca o senti che una narice si alterna all’altra, è possibile che il problema sia legato ai turbinati nasali ingrossati (ipertrofia dei turbinati), una delle cause più frequenti di ostruzione nasale. In questa guida vediamo: cosa sono i turbinati e perché si gonfiano, come si fa diagnosi in modo corretto, quali terapie funzionano davvero (farmaci, lavaggi, gestione dell’allergia), quando ha senso la radiofrequenza e quando serve un intervento più strutturato.

Cosa sono i turbinati (e perché sono importanti) - I turbinati (inferiori, medi e superiori) sono strutture “a scaffale” all’interno del naso, ricoperte da mucosa. Servono a: riscaldare e umidificare l’aria, filtrare particelle e allergeni, regolare il flusso d’aria. Quando la mucosa si infiamma o reagisce a stimoli (allergeni, irritanti, infezioni), i turbinati possono aumentare di volume e ridurre lo spazio respiratorio.

Turbinato superiore, medio, inferiore - Il turbinato superiore è il più piccolo e si trova nella parte alta della cavità nasale; turbinato medio partecipa attivamente al condizionamento dell’aria; turbinato inferiore è il più grande e svolge la maggior parte del lavoro di riscaldamento, umidificazione e filtrazione dell’aria. È anche il turbinato più frequentemente coinvolto nei processi di ipertrofia e quello su cui si concentra la chirurgia di riduzione volumetrica.

Diagnosi e opzioni di trattamento

Diagnosi: rinofibroscopia con magnificazione videoscopica e rinomanometria rappresentano strumenti utili per distinguere turbinati gonfi da turbinati strutturalmente ingrossati e per identificare eventuali problemi associati come deviazione del setto o polipi. TAC dei seni paranasali è indicata se ipotizzata sinusite cronica o fallimento terapeutico.

Terapie: farmaci e igiene nasale sono la prima linea. Lavaggi nasali con soluzione salina, spray cortisonici nasali, antistaminici se c’è allergia, e gestione delle cause di contorno. Quando considerare radiofrequenza o chirurgia: se l’ostruzione persiste nonostante terapia medica, si valutano radiofrequenza dei turbinati o chirurgia di riduzione/turbinoplastica.

Radiofrequenza dei turbinati - Cos’è: una procedura che riduce il volume del turbinate (soprattutto mucosa e tessuto submucoso), preservando la funzione. Pro: poco invasiva, recupero rapido, spesso in anestesia locale. Contro: in alcuni casi può essere necessario ripetere nel tempo; se c’è una componente ossea marcata o setto deviato significativo, la sola radiofrequenza può non bastare.

Chirurgia dei turbini (riduzione/turbinoplastica) - Indicata quando ipertrofia importante e stabile, componente strutturale, fallimento delle terapie, necessità di associare correzione del setto o altri gesti. Obiettivo: migliorare il flusso d’aria mantenendo la funzione dei turbinati. L’idea moderna non è togliere il turbinato, ma ridurlo e preservarlo per evitare secchezza e disturbi funzionali.

Post-operatorio e ripresa - Nei primi giorni può esserci gonfiore, croste e ostruzione transitoria; i lavaggi nasali sono cruciali. Il miglioramento tende a stabilizzarsi nelle settimane successive. Attività lavorative leggere o di ufficio possono essere riprese nel giro di 4-5 giorni; maggiore cautela se esposizione a fumi o polveri per 15 giorni.

Polipi nasali e altre procedure

Polipi nasali: asportazione in anestesia generale; in casi selezionati anestesia locale con debrider. Si procede allo svuotamento delle cavità nasali ed etmoide; a volte si interviene sui seni mascellare, sfenoidale e frontale. Decoro post-operatorio simile: tamponamento raro, 24-48 ore, controllo a 7-15 giorni, mucosa nasale densa per settimane e possibili croste.

Concha bullosa e deviazione del setto - Condizioni che richiedono spesso intervento endoscopico per decompressare o rimuovere o correggere deformità. Intervento eseguito in anestesia locale o generale a seconda del caso; post-operatorio tipico senza dolore, con controllo a breve termine.

Informazioni finali e considerazioni

Il decorso post-operatorio non è di norma doloroso. Alcune situazioni richiedono attenzione ai rischi di sindrome del naso vuoto (ENS) in caso di turbinectomia estesa. Una valutazione accurata da parte di uno specialista (ORL) è fondamentale per distinguere tra ipertrofia dei turbinati, deviazione del setto e altre patologie associate, e per impostare un percorso che preservi la funzione respiratoria e migliori la qualità della vita.

diagramma anatomia turbinati (superiore, medio, inferiore)

La turbinoplastica (MIT) del Professor Gottarelli risolve i problemi di respirazione nasale

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