Residui tubercolosi polmonare: diagnosi, trattamento e diffusione

La tubercolosi (detta anche TB) è una malattia infettiva che comunemente coinvolge i polmoni, anche se può presentarsi in altri organi. L’infezione provoca la formazione negli organi coinvolti di molti piccoli noduli detti “tubercoli”, che gradualmente rimpiazzano le normali strutture e distruggono parzialmente i tessuti, formando delle sorte di “buchi” o “cavità”.

Cos’è la tubercolosi e come si trasmette

La tubercolosi è causata da un batterio chiamato Mycobacterium tuberculosis. La tubercolosi è presente in tutto il mondo. È attualmente meno diffusa nei Paesi industrializzati ma molto più frequente in Africa Sub-Sahariana, Asia ed Europa dell’Est. La tubercolosi è trasmessa da una persona con malattia localizzata nel polmone. Quando un soggetto con malattia attiva tossisce o starnutisce espelle delle piccole particelle che contengono il Mycobacterium tuberculosis, che possono essere inalate nei polmoni da altre persone.

Nei soggetti sani i batteri sono normalmente intrappolati e distrutti dai meccanismi di difesa del polmone. Tuttavia, se questi meccanismi di difesa sono troppo lenti o inefficienti, o se i batteri sono molto numerosi, essi possono svilupparsi e causare la malattia.

Fattori di rischio e popolazioni colpite

Il vaccino ofire una protezione limitata per i bambini piccoli ma non è più consigliato per gli adulti. Non è semplice sapere se si è ammalati di tubercolosi; se si scopre di avere la malattia è necessario evitare fattori di rischio, come il fumo di sigaretta, per evitare che la malattia peggiori. Un congiunto con tosse, specie se presente da molto tempo, associata a febbre, sudorazione notturna e perdita di peso, dovrebbe essere visitato da un dottore ed eseguire gli esami opportuni per scoprire una possibile tubercolosi. Questo è tanto più importante se si tratta di persone immunodepresse o che provengono da un paese dove la tubercolosi è comune.

Diagnosi della tubercolosi

In presenza di sintomi sospetti per tubercolosi (tosse da tempo, perdita di peso, sudorazioni notturne) sono necessari una visita medica, una radiografia del torace ed un esame dell’espettorato se la radiografia non è normale. In alcuni casi, per confermare la diagnosi, sono necessari ulteriori esami, come una TC o una broncoscopia. Vengono sempre somministrati due o più antibiotici per ridurre i rischi di resistenza batterica.

La diagnosi precoce, il trattamento e l’isolamento dei pazienti affetti dalla malattia attiva, fino al momento in cui si riscontra una risposta dell’organismo al trattamento, aiutano a prevenire la diffusione della tubercolosi.

images della trasmissione aerea della TB

Stadi della TB: infezione, latente e malattia attiva

La tubercolosi decorre in fasi: Infezione primaria, Infezione latente (inattiva), Malattia attiva. Ad eccezione dei bambini molto piccoli e delle persone con sistema immunitario compromesso, in pochi casi la malattia si manifesta subito dopo l’ingresso dei batteri della tubercolosi nell’organismo (questa fase iniziale è chiamata infezione primaria). Nella maggior parte dei casi, i batteri della tubercolosi che penetrano nei polmoni vengono immediatamente uccisi dalle difese immunitarie del corpo. I batteri che sopravvivono vengono fagocitati dai globuli bianchi chiamati macrofagi. All’interno di queste cellule, i batteri fagocitati possono sopravvivere per molti anni in stato di quiescenza (questa fase è chiamata infezione latente).

Nella fase di infezione latente, i batteri restano vivi ma in uno stato di quiescenza all’interno dei macrofagi per molti anni. Il corpo isola i batteri all’interno di un insieme di cellule, che formano piccole cicatrici. I batteri quiescenti non si moltiplicano né causano sintomi. In oltre metà dei casi i batteri quiescenti si riattivano entro i primi due anni dall’infezione primaria, ma possono anche non riattivarsi per moltissimo tempo, anche per decenni. Tra gli altri fattori di rischio che rendono più probabile la riattivazione troviamo diabete, tumori, interventi chirurgici, problemi renali, uso di tabacco, perdita di peso, uso di farmaci immunosopressivi e età avanzata. In genere la tubercolosi si diffonde rapidamente ed è molto più pericolosa nei soggetti immunodepressi.

Trasmissione, diffusione e contatto

La TB si contrae quasi esclusivamente con la respirazione dell’aria contaminata da una persona affetta da tubercolosi attiva. La malattia non si diffonde toccando un soggetto contagiato. In presenza di TB attiva polmonare o laringea, l’aria può venire contaminata con i batteri attraverso la tosse o gli starnuti, o parlando o cantando. Questi batteri possono rimanere nell’aria per diverse ore. I soggetti che vengono a contatto con un individuo affetto da tubercolosi attiva sono maggiormente a rischio di contrarre l’infezione. Tuttavia, una volta avviato un trattamento efficace, il rischio di diffusione dell’infezione diminuisce rapidamente, di norma dopo circa 2 settimane. I soggetti con infezione latente o con tubercolosi extrapolmonare o extralaringea non espellono i batteri nell’aria e non possono trasmettere l’infezione.

Sebbene il Mycobacterium tuberculosis viva solo nelle persone, esistono micobatteri correlati che causano malattie negli animali. Nei Paesi in cui i bovini sono testati, l’infezione dovuta a questi batteri è rara, ma possono verificarsi casi legati a latte non pastorizzato importato o a contatti con animali. I soggetti affetti da TB attiva contaminano l’aria quando tossiscono o starnutiscono, o parlano o cantano.

Esami strumentali e diagnostica avanzata

La radiografia del torace gioca un ruolo predominante nello screening, nella diagnosi e nella valutazione della risposta al trattamento. La TC è più sensibile e può fornire diagnosi corretta in una percentuale elevata di casi e supporta nel determinare attività di malattia, cavitazioni e pattern endobronchiale. La TC è utile anche per monitorare forme MDR e altre complicazioni.

Trattamento e prognosi

Con la terapia appropriata la tubercolosi si può curare, anche se il trattamento è lungo (almeno 6 mesi) e complesso (per essere curati con sicurezza si devono assumere 4 farmaci per 2 mesi, poi 2 farmaci per altri 4 mesi). Se i batteri sono resistenti ad uno o più farmaci il trattamento è più lungo. Con una terapia appropriata il paziente si sente meglio dopo un paio di settimane ma è comunque importante continuare il trattamento sino alla fine. Se si interrompe il trattamento c’è il rischio che la malattia possa tornare e divenire resistente ad alcuni farmaci. Attenersi alla terapia ed eseguire controlli medici regolari è perciò estremamente importante. I pazienti che rischiano di dimenticarsi l’assunzione regolare della terapia o che si confondono tra i farmaci dovrebbero essere aiutati con l’assistenza regolare di un operatore sanitario. Tutte le forme di tubercolosi sono causate dallo stesso batterio, tuttavia poiché alcuni batteri sviluppano resistenze ai farmaci vi sono diversi schemi di trattamento per la cura della malattia. Soggetti con un ceppo farmaco-resistente possono trasmetterlo ad altri, che sviluppano una forma di tubercolosi farmaco-resistente sin dall’inizio. Quando i batteri diventano resistenti a certi farmaci i pazienti con questi ceppi sono molto difficili da trattare, ma una cura è ancora possibile con una attenta selezione dei farmaci ed un trattamento molto regolare.

schemi di trattamento TB e adesione terapeutica

Sintomi principali e varianti cliniche

La tosse è il sintomo più comune; tuttavia, le persone possono manifestare anche febbre e sudorazione notturna, perdita di peso, sensazione di malessere generale e, se la tubercolosi colpisce altri organi, presentare diversi altri sintomi. Nella TB polmonare attiva possono comparire versamento pleurico, respiro affannoso e dolore toracico; in altri casi i sintomi possono essere lievi o assenti all’inizio. La tubercolosi extrapolmonare può interessare linfonodi, reni, ossa, cervello, pericardio, articolazioni e organi riproduttivi, rendendo la diagnosi più complessa.

Prevenzione, controllo e salute pubblica

La diagnosi precoce, il trattamento e l’isolamento dei casi aiutano a prevenire la diffusione della tubercolosi. L’isolamento non è necessario in caso di TB latente. La vaccinazione BCG fornisce protezione limitata per i bambini piccoli e non è più consigliata per gli adulti. Le misure di controllo includono screening di contatti stretti, test di tubercolina (Mantoux) o IGRA, radiografie e analisi di espettorato, spesso seguite da terapie preventive per i contatti se necessari.

diagramma di diffusione TB e contatti stretti

Situazione globale e specifica degli Stati Uniti

La tubercolosi nel mondo rappresenta una grave problematica di salute pubblica. Secondo l’OMS, storicamente riguarda soprattutto aree con alta endemia e vulnerabilità. Negli Stati Uniti, i dati indicano casi variabili per stato e anno, con una significativa proporzione di casi tra persone nate all’estero o in contesti di rischio. Il contagio avviene principalmente tramite aria contaminata, ed è più probabile in ambienti chiusi e affollati.

mappa globale TB e distribuzione End TB

Rischi particolari e attenzione pediatrica

Nella popolazione pediatrica la diagnosi è spesso più difficile a causa del quadro clinico e degli esami meno sensibili. La TB latente in età infantile può progredire in TB attiva, soprattutto in presenza di immunodepressione o malnutrizione. La tubercolosi nei bambini viene spesso individuata grazie a programmi di screening pubblici e all’indicazione di casi indice.

Conclusioni operative per professionisti e pazienti

La tubercolosi è una malattia curabile se diagnosticata precocemente e trattata secondo protocolli stabiliti. Un corretto percorso diagnostico-, terapeutico- e di monitoraggio è essenziale per evitare recidive e sviluppi di ceppi resistenti. La gestione clinica coinvolge radiologia, microbiologia, terapia farmacologica prolungata e interventi di sanità pubblica per contatti stretti e popolazioni a rischio.

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