Cloasma: definizioni, cause e motivi di iperpigmentazione cutanea legati alla gravidanza

Il cloasma, definito informalmente maschera gravidica, è l’insieme delle macchie e delle macule iperpigmentate che appaiono nelle aree esposte alla luce solare di alcune donne nel corso della gravidanza; mentre il melasma rappresenta una particolare chiazza di iperpigmentazione cutanea che tende a manifestarsi soprattutto con il normale processo di invecchiamento, il cloasma è il melasma che può verificarsi durante la gravidanza in conseguenza della variazione dell’assetto ormonale.

Il cloasma rappresenta l’insieme delle macule iperpigmentate che tendono a manifestarsi durante la gravidanza in alcune donne; il cloasma è un fenomeno benigno imputabile all’alta concentrazione di ormoni estroprogestinici prodotti durante l’età gestazionale, i quali favoriscono la proliferazione eccessiva dei melanociti, le cellule responsabili della sintesi della melanina, il pigmento che conferisce il caratteristico aspetto brunastro ai nei e, in questo caso, alle macchie cutanee.

crescita melanomacchie gravidanza (infografica)

Clima diagnostico e approccio clinico

La diagnosi è essenzialmente clinica e viene effettuata dal medico specialista in dermatologia attraverso l’esame obiettivo delle lesioni. Per un inquadramento accurato è indispensabile la valutazione di un medico specialista, che terrà conto della causa, dell’intensità dei sintomi e delle caratteristiche individuali.

Il cloasma è una forma particolare di iperpigmentazione, che prende anche il nome di “melasma” o “maschera della gravidanza” quando interessa in modo specifico la donna incinta. Al di là della gravidanza, molte donne presentano un cloasma a causa dell’assunzione di un contraccettivo ormonale: è la cosiddetta “maschera legata alla pillola contraccettiva”.

Quali sono i sintomi del cloasma? Il cloasma è caratterizzato dalla presenza di macchie pigmentate, o macchie scure, in diverse zone del viso: guance, ali del naso, fronte e/o labbro superiore. Il cloasma facciale non è una malattia grave né contagiosa, ma può ripercuotersi negativamente sulla qualità della vita e l’autostima di chi ne soffre, a causa della sua natura visibile e antiestetica.

diagramma zone viso interessate cloasma

Popolazioni a rischio e frequenza

La clinica indica che il cloasma è frequente soprattutto tra le donne in gravidanza e tra coloro che assumono trattamenti ormonali. Il cloasma è un’affezione cutanea molto frequente: si stima difatti che sino al 90% delle donne incinte manifestino segni di iperpigmentazione durante la gravidanza. L’iperpigmentazione interessa 1 donna su 3 che assume contraccettivi ormonali. Le donne con la pelle scura sono più a rischio di sviluppare un cloasma.

mappa rischio cloasma per fototipi pelle

Cause e fattori scatenanti

Il cloasma risulta dall’associazione tra il sole, principale causa di iperpigmentazione, e gli ormoni femminili prodotti durante la gravidanza o apportati da alcuni trattamenti, come la pillola. Gli ormoni potenziano l’attività delle cellule che producono melanina, il pigmento che determina il colore della pelle. Va sottolineato che anche l’età può contribuire ad accentuare le macchie scure.

Esposizione solare: i raggi ultravioletti (UV) e la luce visibile sono i principali fattori scatenanti. Il melasma o cloasma cutaneo compare prevalentemente sul viso, in particolare su fronte e guance, ma può interessare zone come il collo o il décolleté. Risulta invece essere meno frequente in aree del corpo poco esposte all’azione dei raggi solari.

rappresentazione fotodinamica delle zone solari

Prevenzione e trattamento

Come prevenire il cloasma? Per prevenire la comparsa di macchie scure, la soluzione è una e una sola: proteggersi dal sole applicando una crema solare ad alta protezione (SPF 50+).

Come trattare il cloasma? Per correggere un cloasma è di norma necessario ricorrere a trattamenti dermocosmetici adeguati, prescritti da un dermatologo.

La terapia Dermamelan è una delle opzioni: Dermamelan è il nome di un protocollo dermatologico assai efficace nel contrasto del cloasma e prevede l’applicazione di una maschera facciale contenente vari agenti depigmentanti, dopo che si è proceduto ad un’accurata pulizia del viso.

Come trattare il melasma?

Trattamento e rischi residui

Il melasma o cloasma cutaneo è una macchia melanica estesa con bordi irregolari e frastagliati. A seconda della profondità della pigmentazione viene definito epidermico, dermico oppure misto. Le tecniche di tipo fisico basano il loro principio sulla proprietà della luce laser a lesionare la melanina negli strati più profondi del derma e a farla riaffiorare in superficie. I risultati sono sempre apprezzabili in termini di schiarimento, sino alla completa scomparsa della discromia. I rischi di recidive ossia di ripigmentazioni cutanee sulla stessa area possono ripresentarsi in seguito a successive riesposizioni solari.

Evoluzioni correlate

Emocromatosi: vi è un’iperpigmentazione cutanea nel 90% dei casi, di colore bruno/ardesia con un riflesso metallico caratteristico. La leucodermia è molto contenuta. È caratterizzata da macule bianche disseminate sulla superficie del tegumento, la cui confluenza può al limite condurre a una depigmentazione generalizzata. L’evoluzione della vitiligine è capricciosa e imprevedibile e nessun criterio permette di stabilire la prognosi.

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