Il catarro e i suoi legami con polmoni e stomaco: cosa sapere

Il muco è una sostanza prodotta dalle ghiandole della mucosa respiratoria per proteggere e supportare il sistema respiratorio. In un individuo sano ha un aspetto fluido e trasparente. In una situazione di stabilità, il muco proveniente dalle ghiandole secernenti svolge varie attività di grande importanza. Ad esempio quella di imprigionare ed espellere polvere, particelle e microorganismi patogeni e inquinanti, che vengo aspirati attraverso la respirazione. Altra funzione è quella di conservare l’appropriato livello di umidità delle mucose nasali. Quando il paziente è affetto da una reazione allergica o da un’infezione, la produzione di muco aumenta e questo avviene a scopo di difesa, nel tentativo di contrastare l’infiammazione in corso. Questa secrezione, quando si è malati, può aumentare e diventare eccessiva. Cambia inoltre sia consistenza che colore: in questo caso parliamo di catarro.

Comprendere catarro e muco: differenze e funzioni

Il catarro diventa più denso perché deve “impegnarsi” maggiormente per intrappolare le particelle estranee. E, anche se è fondamentale per il buon funzionamento delle vie respiratorie, quando è troppo può creare disagio e fastidio. In gergo scientifico il catarro è, quindi, inteso come il muco prodotto dalle ghiandole all’interno delle membrane mucose facenti parte del tratto respiratorio. Il catarro in gola molte volte è associato ad ulteriori sintomi quali la tosse, che rappresenta il metodo naturale attraverso il quale il nostro organismo espelle il muco in eccesso. Questo avviene soprattutto quando un individuo percepisce una sensazione di irritazione o un qualcosa di appiccicoso alla gola e alle vie respiratorie.

Di solito il catarro in eccesso non è preoccupante. Se però il catarro è persistente è opportuno consultare il medico. Un suo accumulo è, infatti, un sintomo che va approfondito e non sottovalutato in quanto può essere causato da diverse condizioni di salute. Pensiamo, ad esempio, a: Asma, BPCO, Bronchite, Enfisema, Fibrosi cistica, Pertosse, Polmonite, allergie. Attraverso la tosse capita di espettorare catarro. Vedendolo, è possibile capire qualcosa in più sulla propria salute basandosi sul suo colore e sulla sua consistenza. Le variazioni dell’espettorato possono, infatti, indicare se sia presente una patologia. Tuttavia spesso l’aspetto del muco non è un indicatore univoco di quanto sta avvenendo. Anche se vi sono situazioni in cui può essere una prima spia in grado di indicare la presenza di malattie importanti come, ad esempio, la bronchite.

Colori e significati del catarro

La presenza di catarro verde o giallastro indica che il nostro sistema respiratorio è infiammato. Nello specifico, la presenza di catarro giallo o verde in genere indica sinusiti, infezioni virali del tratto respiratorio superiore (naso, laringe e faringe) e bronchiti. Normalmente il catarro è giallo nelle fasi iniziali, verde e denso quanto più a lungo persiste l’infezione. Il colore verde del catarro indica la presenza di batteri più aggressivi e assume un significato rilevante. Il colore marrone di solito indica la presenza di sangue vecchio. Le condizioni correlate possono essere bronchite o polmonite batterica, ascesso polmonare, fibrosi cistica, inalazione di polveri o materiali marroni. Il catarro rosso, rosa o con striature o tracce di sangue indica un problema più serio come polmonite, embolia polmonare. Oppure come insufficienza cardiaca congestizia (con catarro rosa e schiumoso, dolore al petto, sudorazione, mancanza di respiro), tubercolosi, cancro ai polmoni. Se il catarro presenta quest’ultimo colore è opportuno rivolgersi immediatamente a un medico. Il catarro bianco può significare reflusso gastroesofageo, asma, bronchite virale, broncopneumopatia cronica ostruttiva, insufficienza cardiaca congestizia. In genere, invece, la causa del colore bruno o arancione del muco non deriva da una patologia. In conclusione se si verificano improvvise e importanti variazioni di colore è bene rivolgersi quanto prima al proprio medico per chiedere un consulto.

grafico colori catarro e significati

Relazione tra reflusso gastroesofageo e tosse

Visita Pneumologica Che cos’è (e come viene fatta)? Scopri tutte le fasi della visita specialistica e come il Dott. Enrico Ballor valuta il paziente per il disturbo che presenta. Spesso alla tosse, secca o produttiva che sia, si associa una sensazione di dolore/bruciore allo stomaco, spesso riferita alla bocca dello stomaco o dietro lo sterno, indicata con il termine pirosi (bruciore di stomaco). La pirosi, tuttavia, non è costante in presenza di reflusso gastro-esofageo e spesso può mancare. Altre volte la tosse è secondaria a un’irritazione laringo-tracheale diretta, secondaria all’aspirazione nelle vie aeree del succo acido proveniente dallo stomaco. La persistenza per lungo tempo di un reflusso gastro-laringeo, con presenza di tosse spesso secca che non trova spiegazione, può comportare la comparsa, nel tempo, di fibrosi polmonare interstiziale (ab-ingestis) come conseguenza estrema dell’aspirazione nelle vie aeree sotto-glottiche (al di sotto del piano delle corde vocali) del secreto acido proveniente dall’ambiente gastrico. In questo caso la fibrosi interstiziale del polmone può comparire dopo anni di reflusso gastro-esofageo, come conseguenza del prolungato contatto nel tempo tra succo acido e strutture anatomiche bronco-polmonari del polmone profondo. A questo livello, infatti, l’azione diretta sul polmone della secrezione cloro-peptica dello stomaco, attivando chimicamente ed enzimaticamente i fenomeni infiammatori che stimolano i neutrofili ad attivare la produzione di tessuto fibroso da parte di particolari cellule che lo producono, provoca la comparsa di aree di tessuto fibroso nell’interstizio polmonare che, progredendo nel tempo, determina la malattia.

In qualche caso, come detto prima, la tosse provocata dalla presenza di reflusso compare in corso di somministrazione di farmaci teofillinici prescritti ai pazienti affetti da BPCO, farmaci che favoriscono la broncodilatazione attraverso un aumento della quantità di AMP ciclico all’interno delle cellule, ma diventano al contempo responsabili di ridotta continenza del LES. Farmaci analoghi usati nel caso della disfunzione erettile provocano con meccanismo antifosfodiesterasico il rilascio del LES. Se coinvolgimento anche ripetuto del laringe, con irritazione e infiammazione chimica che interessi, in modo particolare, le corde vocali, alla tosse si può associare una disfonia. “Raclage” è il termine con il quale si indica la necessità che spesso hanno questi pazienti di raschiare ripetutamente la gola, cercando di liberarsi da ciò che definiscono un “senso di ostruzione” o una secrezione appiccicosa. Spesso nel caso di pazienti con patologia da reflusso che presentino una tosse produttiva, vi è la presenza di una secrezione mucosa densa e abbondante, con intensa presenza di catarro prodotto in risposta all’irritazione cronica del laringe e del faringe da parte del refluito acido. A questa spesso si associa una faringodinia, dolore alla gola, secondaria all’irritazione del faringe.

diagramma reflusso gastrico e tosse

I rischi e le condizioni legate al catarro

A questa spesso si associa una sensazione di gola appiccicata o incollata, con pareti del faringe percepite come rugose in conseguenza dello stato infiammatorio persistente. Le pareti faringee sono molto più sensibili all’azione irritante del succo gastrico rispetto alla mucosa esofagea, e in queste sedi il reflusso acido notturno tende a permanere per più ore rispetto al contatto semplice con la mucosa esofagea. Questo spiega la possibilità di trovare pazienti con reflusso gastro-esofageo che presentano sintomi riferibili all’irritazione laringea e faringea, in assenza di pirosi. In alcuni casi è possibile la comparsa di tosse in presenza di una sindrome da scolo retro-nasale, che può simulare una sindrome rino-bronchiale o una sindrome sinuso-bronchiale.

La bronchite è una delle condizioni descritte nel testo che può accompagnare catarro denso o espettorato. Il fumo, l’inquinamento e l’inalazione di sostanze tossiche possono irritare i nostri bronchi. La bronchite acuta di solito può essere la complicazione di un banale raffreddore o di un'influenza, e la bronchite cronica è una condizione distinta legata a fumo, smog o esposizione prolungata a sostanze irritanti. La bronchite acuta si manifesta tipicamente con tosse, inizialmente secca, poi con abbondante secrezione di catarro. Se necessario, si ricorre a radiografie o esami del sangue per chiarire diagnosi di complicazioni come la polmonite.

Quando consultare il medico

Nella bronchite cronica è necessaria una gestione medica continua nel contesto della BPCO, con follow-up e terapie mirate. Lo stomaco contiene succhi gastrici essenziali per la digestione; l’ambiente dello stomaco è fortemente acido; il muco nello stomaco protegge la mucosa dalla autodigestione. Se la valvola tra stomaco ed esofago non funziona bene, il contenuto dello stomaco refluisce in esofago, irritandolo e potenzialmente inalando aerosol acido nei bronchi. Bevande consigliate ed alimenti indicati mostrano come moderare l’infiammazione e il catarro, con riferimenti a tisane, zuppe, e scelte alimentari che possono aiutare a gestire i sintomi, ma senza sostituire una consulenza medica quando necessario.

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