Focolaio Covid al banchetto di nozze: stati d’epidemia e contromisure regionali

Dopo i test di ieri è salito a 70 il numero dei positivi, tra invitati e personale di servizio, che hanno partecipato al banchetto nuziale svoltosi nel Fermano lo scorso 25 luglio. La metà dei positivi sul totale proviene dal Fermano. Il personale del Dipartimento di Prevenzione di Area Vasta 4 sta invitando coloro che erano presenti nell’occasione a farsi vivi per poter agevolare le procedure di tracciamento, che temono potrebbero essere meno efficaci data la stagione estiva in cui si potrebbero verificare resistenze a entrare nei programmi delle sorveglianze attive.

Un nuovo mini focolaio di Coronavirus è stato individuato a Pavullo, in provincia di Modena: 7 persone sono risultate positive all’infezione da Sars-CoV-2 e ben 200 sono state sottoposte a tampone dopo un matrimonio a cui ha partecipato un invitato che risultava essere infetto. Un nuovo mini focolaio di Coronavirus è stato individuato in Emilia Romagna: 7 persone sono risultate positive all'infezione da Sars-CoV-2 e ben 200 sono state sottoposte a tampone dopo un matrimonio a Pavullo, in provincia di Modena. Ma il bilancio potrebbe aumentare, dal momento che si attendono gli esiti di tutti i test effettuati.

Precedenti focolaio da matrimonio e contesto regionale

Non è la prima volta che un matrimonio si trasforma in un focolaio di Coronavirus. Nel comune di Nicosia, nell’Ennese, 90 persone sono finite in quarantena dopo aver partecipato ad un matrimonio lo scorso 26 luglio. Uno degli invitati è infatti risultato positivo dopo aver manifestato i sintomi tipici dell’infezione una volta tornato in Germania, dove vive e lavora, all'inizio della settimana. Una sua congiunta è risultata contagiata ed è stata ricoverata a Catania.

Ancora, dopo aver partecipato ad un ricevimento di nozze a Cittadella, in provincia di Padova, 91 invitati sono infatti finiti in quarantena dopo che il padre della sposa è risultato positivo al Coronavirus. Dopo la fine del banchetto, tenutosi lo scorso 27 giugno, l'uomo, di origini congolesi così come i due sposini, ha cominciato a manifestare i sintomi tipici dell'infezione da Covid-19. Sempre all'inizio dello scorso giugno, una sposa di Vergato, in provincia di Bologna, è risultata contagiata dopo le nozze e 31 persone che avevano partecipato alla festa sono finite in isolamento fiduciario.

I numeri dell'epidemia in Emilia Romagna

Secondo l'ultimo bollettino regionale, in Emilia Romagna nelle ultime 24 ore si sono registrati 47 nuovi casi. Di questi, 34 sono asintomatici, individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali, e 13 i sintomatici. Per quanto riguarda le province dove si registrano più contagi, a Piacenza, degli 8 nuovi (di cui 1 ricoverato e gli altri in isolamento domiciliare), 3 sono legati a focolai già individuati, 5 sporadici (di questi, due rilevati dallo screening). Nel riminese, gli 8 nuovi casi sono tutti collegati a focolai già noti. In provincia di Bologna, dei 7 nuovi casi, 4 sono sintomatici: uno importato dall’estero (Croazia), un altro dalle Marche, un altro ancora diagnosticato in Veneto - ma poi rientrato nel bolognese dove risiede -; l’ultimo è un caso sporadico. Dei 3 asintomatici, invece, 2 fanno parte del focolaio “Interporto”, 1 di un focolaio familiare. Tutti e 7 sono in isolamento domiciliare.

Dal focolaio al contesto nazionale e alle misure vaccinali

Una festa che è diventata un incubo. A causa del coronavirus, che ha trasformato il ricevimento di due sposi in un’occasione di contagio. È successo nello stato del Maine, negli Stati Uniti, dove un matrimonio potrebbe essersi trasformato in un evento super-spreader, ovvero “super propagatore” di covid-19. In tutto al matrimonio hanno partecipato 65 persone. Il limite imposto ufficialmente per gli eventi è di 50 persone. Subito dopo le nozze 24 persone sono risultate positive al test. Immediatamente è partita un’inchiesta sul caso. Il direttore del Centro per il controllo delle malattie del Maine nell’ultimo bilancio ha fatto sapere che almeno 177 persone positive sono state tracciate. Il link del contagio conta anche 7 morti. Nessuna delle vittime era presente al matrimonio. Quindi il cluster si è esteso ben al di là di Millinocket. Ottanta casi sono stati tracciati in una prigione a 370 chilometri di distanza. Una delle guardie carcerarie era tra gli invitati. Gli Stati Uniti restano il Paese più colpito dal virus con 6.675.593 contagiati e 197.644 morti. Il Presidente Donald Trump ha annunciato che il vaccino potrebbe essere pronto entro tre o quattro settimane. Per le sue dichiarazioni è stato accusato di fare campagna elettorale sul coronavirus.

Un nuovo focolaio Covid al banchetto di nozze fa tremare decine di invitati mentre prosegue la campagna vaccinale. In tutto 1.200 dosi lunedì, altrettante ieri. Il picco martedì l’altro: 1.500. È corsa al vaccino alla Don Dino Mancini mentre resta alta l’allarme sui focolai. Il Green pass spinge gli indecisi, giovani e non solo. Tanti arrivano senza prenotare. Una settantina al giorno. Poi ci sono i fuori lista. Quelli che, per un motivo o l’altro, hanno spostato la vaccinazione. Ieri erano trecento. Lunedì pomeriggio, davanti al centro vaccinale di Fermo, s’è creata una bella coda. Ieri, verso le 17, lo stesso. Qualcuno che protesta c’è sempre. Come ci sono i turisti della costa, che fanno i richiami. E parecchia gente da fuori provincia, tutti prenotati.

Focolaio al banchetto di nozze ad Ascoli, ma gli invitati non si trovano: sposi vivono e lavorano a Roma

L’età «L’accesso è libero solo per gli over 60. Poi, è chiaro che i non prenotati non è che li mandiamo via. Tranne se si presentano dopo le 7 di pomeriggio. In quel caso, chiediamo di tornare, perché ci sono da fare tutti quelli in fila», spiega Manuela Piunti, una delle tre coordinatrici del centro vaccinale di Fermo. Tra i non prenotati anche parecchi stranieri. I vaccini per ora non mancano. Si somministrano tutti e quattro i tipi. Il Johnson & Johnson è quello meno richiesto. Ci sono soprattutto giovani e over 60 tra chi aspetta il suo turno. «È l’effetto del Green pass: ha dato una forte spinta alle fasce che ancora dubitavano. Vediamo tanti giovani tra i dodici e i diciotto anni. In generale, un’importante affluenza fino a trent’anni, per l’estate e in vista del ritorno a scuola e all’università. Ma anche parecchi anziani, quelli che ancora non si erano decisi», spiega Piunti.

Continua la cronaca: altri focolai e risposte sanitarie

Focolaio a Pantelleria dopo una festa con 100 persone: 70 positivi, 3 intubati in terapia intensiva. Il banchetto di nozze fa il pieno di contagi Si cominciano, intanto, a definire i contorni del focolaio del matrimonio del 25 luglio a Cupra Marittima. Oggi faranno il tampone di controllo tutti i partecipanti risultati negativi al primo. Dei circa settanta fermani presenti, i positivi sono più di quaranta. «Quelli che hanno fatto la seconda dose di vaccino sono asintomatici o hanno sintomi lievi. Quelli con la prima hanno sintomi abbastanza lievi. I non vaccinati sono quelli messi peggio. Uno sta aspettando di fare la Tac», fanno sapere dal Dipartimento di prevenzione dell’Area vasta 4. La maggior parte degli invitati ha accusato i primi sintomi tra martedì e mercoledì: due o tre giorni dopo le nozze. Pochi rispetto ai tempi di incubazione del virus. L’ipotesi è che gli invitati si fossero già visti prima del matrimonio, che tra loro ci fosse qualche positivo e che il virus si sia diffuso durante il banchetto. Il tracciamento dei contatti è in corso. Impresa tutt’altro che semplice ricostruire gli spostamenti di tutti i contagiati. La procedura Se verrà accertata la variante Delta, i positivi potranno uscire di casa solo quando il tampone sarà negativo. Negli altri casi, saranno liberi dopo 21 giorni, anche se il tampone sarà ancora positivo. Ma a preoccupare, adesso, è anche un altro focolaio, scoppiato durante un secondo matrimonio. Il ricevimento si sarebbe tenuto in un ristorante sulla Valdaso. Gli invitati sarebbero circa trecento e i positivi già una ventina.

grafico contagi matrimoni area vasta 4

Un matrimonio si è trasformato in un focolaio di coronavirus, con 111 dei 350 invitati contagiati e lo sposo che è deceduto all’indomani delle nozze. Nessuno sapeva che uno degli invitati era positivo al virus e così questo ha infettato altre 110 persone. Non solo, il giorno successivo lo sposo è deceduto e non è chiaro se fosse o meno affetto da covid visto che il suo corpo è stato cremato subito dopo il decesso. Saputo l’accaduto, le autorità si sono messe subito al lavoro per rintracciare tutti i presenti alla cerimonia, imponendo la quarantena a loro e a tutte le persone con cui hanno avuto contatti, in modo da contenere il focolaio.

Incubo covid a San Vito dei Normanni, in Puglia, nel giorno del rientro in classe di scolari e studenti, a tenere banco è la chiusura di un asilo privato, il “Gian Burrasca”, dove da stamane sono state sospese le attività. All’origine del blocco, la positività di un bambino. La responsabile, Lina Ancora ha sottolineato: «Negative al test tutte le educatrici». All'origine del contagio ci sarebbe un matrimonio celebrato nei giorni scorsi a San Michele Salentino e che avrebbe visto la partecipazione anche di una serie di ospiti stranieri, provenienti dalla Spagna. A quanto sembra l'estetista potrebbe aver contratto il virus dalla sposa, anche lei risultata positiva. Un centinaio i test eseguiti dalla Asl, tra i partecipanti alla cerimonia: 12 i casi positivi riscontrati finora, compreso quello di una ballerina, anche lei di San Vito. Per ragioni precauzionali, l’asilo frequentato dal bimbo positivo al Covid è stato chiuso e sono state messe in isolamento domiciliare circa 30 persone: i compagni del bambino e i genitori, che domani saranno sottoposti a tampone. Anche gli operatori sono in isolamento e hanno già effettuato il primo tampone il cui esito - come comunicato dalla responsabile - è stato negativo per tutti.

Fano, 18 luglio 2021 - Viaggio di nozze da "incubo" per una coppia di giovani sposi fanesi. Erano da poco arrivati nella destinazione della loro luna di miele, tre giorni dopo essere convolati a nozze, quando gli è arrivata la notizia che una invitata al loro matrimonio era risultata positiva al Covid-19. Stanno bene i due sposini e il loro tampone è negativo, ma stanno vivendo con apprensione l’evoluzione delle notizie che arrivano dall’Italia. Covid oggi Marche: bollettino coronavirus 18 luglio 2021. Sono infatti circa una ventina gli invitati al loro matrimonio che in questi giorni sono stati contattati dall’Asur per l’isolamento fiduciario, ovvero la quarantena imposta a coloro che sono entrati in stretto contatto con una persona positiva. Molti di loro in questi giorni hanno già effettuato il tampone molecolare e qualcun altro è risultato positivo. Non si sa bene quanti, sembrerebbero un paio. "Mi dispiace tanto per gli sposi - racconta il testimone - perché sono stati molto scrupolosi e non si meritavano questa sfortuna. Dovevano sposarsi infatti i primi di giugno, ma hanno deciso di rimandare proprio per seguire tutte le norme, visto che prima del 15 giugno non c’era possibilità di fare ricevimenti. Con tutte le problematiche che un cambiamento di data comporta, hanno deciso di rinviare le nozze a luglio. Quindi tutti noi invitati abbiamo firmato un documento in cui abbiamo dichiarato o che avevamo fatto il tampone entro le 48 ore prima, o la prima dose di vaccino almeno da 15 giorni oppure di aver già avuto il coronavirus. Erano queste le condizioni per partecipare".

Nessuno dei 190 invitati si è sottratto a presentare il suo Green pass. "Sfortuna vuole che 4 giorni dopo il matrimonio una ragazza incinta, durante una visita di controllo, sia risultata positiva al Covid. Ce lo ha subito comunicato". Il tampone delle 48 ore prima era risultato negativo. "Spiace per gli sposi perché può essere stato il matrimonio a innescare il focolaio, oppure no. Perché il giorno dopo le nozze c’è stata la finale dell’Europeo. Fatto sta che stanno venendo fuori alcuni casi tra gli invitati, più di uno, non so quanti". Nella sfortuna, una nota positiva: lo sposo è un dipendente dell’Asur e quindi più della metà degli invitati al suo matrimonio erano medici e paramedici con la doppia dose di vaccino già fatta. "Non solo erano tutti vaccinati - conclude il testimone - ma anche preparati ad affrontare e gestire questa cosa. Siamo tutti tranquilli perché sono state subito avviate le richieste dei tamponi e stamattina sono stati fatti al Codma".

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