I suffumigi, detti anche “fumenti”, sono tra i rimedi più consigliati per combattere i classici malanni di stagione, come il catarro, la tosse e la sinusite. Fin dall’antichità si faceva uso di questa tecnica che basa la sua efficacia sull’utilizzo del vapore acqueo e delle erbe. In una pentola si mette a bollire dell’acqua. Si posiziona poi la pentola su un piano e si inizia a respirare il vapore che ne fuoriesce, dopo aver riposto un panno sulla testa per evitare che il vapore si disperda. Le inalazioni possono essere praticate per circa 2/3 minuti di fila e ripetute tre volte a distanza di pochi secondi l’una dall’altra.
Il catarro è il muco prodotto dalle ghiandole presenti nelle vie respiratorie. Sebbene una certa quantità di muco sia normale e serva per umidificare il tratto respiratorio, il catarro può essere prodotto in maniera patologica, ovvero in quantità eccessive e sotto stimolo infiammatorio. Le cause del catarro possono essere moltissime, dal raffreddore, alla bronchite, alla tubercolosi. Talvolta, è anche il colore a suggerirne la causa sottostante. Il catarro bianco può indicare un’irritazione.
Gli oli essenziali sono degli estratti ottenuti da diversi e numerosissimi vegetali. Date le loro proprietà naturali, vengono impiegati per risolvere moltissimi sintomi diversi. Esistono diversi oli essenziali che si sono rivelati utili ed efficaci nella lotta contro la tosse e il catarro. Olio essenziale di eucalipto: è noto per essere un toccasana per qualsiasi problema legato alle vie respiratorie, come il catarro, la bronchite, la sinusite e molto altro. Olio essenziale di rosmarino: questa pianta aromatica, ampiamente utilizzata in cucina, è in grado di rilassare i muscoli della trachea, dando sollievo alle vie respiratorie. Pur essendo dei prodotti considerati “naturali”, gli oli essenziali non sono del tutto innocui e, se assunti in dosi errate, possono risultare anche molto nocivi. Sono state riscontrate numerose interazioni farmacologiche con diversi oli essenziali. Di conseguenza, è necessario consultare il proprio medico se si sta seguendo un’altra terapia parallelamente. Se ne sconsiglia l’uso durante l’allattamento e la gravidanza. Gli oli essenziali possono essere assunti in diversi modi, quasi sempre dopo averli mescolati in un altro olio vettore. Il più comune è per inalazione.
Olio essenziale di lavanda selvatica: un componente chiave
L’olio essenziale di lavanda selvatica è un prodotto biologico, puro e naturale, estratto da piante spontanee. Antiossidante ed antinfiammatorio, lenisce dolori e spasmi e stimola il sistema immunitario.
Antiossidante: L’olio essenziale svolge un’attività di contrasto ai radicali liberi, con un’azione chelante, dunque di rimozione di questi, con una benefica conseguente riduzione di molecole dannose. Antinfiammatoria: Fencone e canfora della Lavanda stoechas svolgono un’attività di inibizione sulla lipossigenasi, che conduce ad un’azione antinfiammatoria dei tessuti. Fluidificante: La sua attività si esprime nel liberare le vie respiratorie dai muchi, evitando il ristagno, con l’eventualità che diventino terreni fertili per batteri ed infezioni. Massaggi: L’azione dell’olio essenziale si esprime attraverso un’applicazione localizzata ad alcune parti del corpo, se si desidera intervenire ha un’azione analgesica su dolori, spasmi e tensioni varie, tratta i ristagni e libera da muchi il sistema respiratorio. Se il massaggio viene effettuato sull’intero corpo si determina un effetto rilassante, che può anche aiutare nella stimolazione del microcircolo sanguigno per un effetto tonificante. Bagno aromatico: Riempire la vasca con acqua calda, preparare una ciotola dove aggiungere all’acqua calda un pugno di sale (per evitare la subitanea evaporazione delle molecole dell’olio essenziale) e 10-12 gocce di olio essenziale, versare la miscela nell’acqua ed immergersi per un bagno dalle molteplici virtù. Pediluvi: Con le medesime caratteristiche del bagno appena descritto è possibile regalarsi dei bagni parziali, la sera prima di andare a dormire ad esempio, ricordando che anche dalla zona plantare è possibile assorbire i principi attivi dell’essenza. Suffumigi: Con 3-5 gocce di olio essenziale aggiunto all’acqua calda inalare i vapori balsamici e curativi delle molecole vaporizzate, avendo cura di coprire la testa con un telo per non disperdere il calore troppo velocemente. Diffusione ambientale: Molto più che una modalità per dare un particolare profumo ad un ambiente, la nebulizzazione dell’olio essenziale di Lavanda selvatica biologica permette di assimilare i principi attivi attraverso la pelle. Un vero e proprio trattamento che ha le sue precise indicazioni. L’olio viene aggiunto all’acqua del serbatoio nella misura di una goccia per ogni metro quadrato della stanza, in cicli di circa 30 minuti ciascuno. Attraverso la penetrazione transdermica si ottengono benefici sia nella stera fisica che in quella emotiva. Per quest’ultima incide anche un altro fattore, l’inalazione. Energetica: L’olio essenziale agisce sul 3° chakra per il potere personale, efficace anche nell’apertura del 6° chakra, da cui derivano le qualità della chiarezza e della strada da seguire. Spray per l’ambiente: Mescolare 10 - 15 gocce a 100 ml di acqua e spruzzare sui tessuti, sugli imbottiti o semplicemente in aria, ricordandosi di agitare energicamente il flacone prima di utilizzarlo perché l’olio essenziale non è solubile in acqua.
Uso sicuro e indicazioni Generali
Pur essendo prodotti naturali, gli oli essenziali non sono completamente innocui. È necessario consultare il proprio medico se si sta seguendo un’altra terapia parallelamente. Si sconsiglia l’uso durante la gravidanza e l’allattamento; è raccomandata diluizione per uso topico e cautela nell’inalazione. Non utilizzare sui neonati.
Per diffondere l’aroma ambientale, diffonilo in ambienti di casa o studio con attenzione alle dosi e alle esigenze individuali. L’inalazione può essere parte di suffumigi o di diffusione ambientale, ma va sempre gestita con attenzione, soprattutto in presenza di allergie o asma.

La Lavanda è una pianta perenne della famiglia delle Lamiaceae. Il nome deriva dal latino lavare, legato al suo uso tradizionale per l’igiene e la pulizia. Le varietà includono Lavanda angustifolia, Lavanda spica, Lavanda latifolia e Lavandula stoechas. Le note principali dell’olio sono il linalolo e linalil acetato, tra i componenti principali, con ulteriori costituenti come 1,8 cineolo, canfora, cariofillene e terpineolo. L’olio essenziale di Lavanda angustifolia è stato ampiamente studiato per le sue proprietà ansiolitiche, sedative, antibatteriche e antinfiammatorie. L’uso orale o inalatorio può supportare il rilassamento, il sonno e la gestione dello stress, con una tollerabilità generalmente elevata, soprattutto negli adulti e nei bambini.
Ruolo nell’inalazione e nei trattamenti respiratori
Per i disturbi da raffreddamento, l’inalazione di olio essenziale di lavanda ha mostrato effetti balsamici ed espettoranti. In particolare, i suffumigi sono indicati per inalare vapori balsamici che possono contribuire a lenire la congestione nasale e favorire la respirazione. L’uso di lavanda nei massaggi può complementare i trattamenti per dolori muscolari e tensioni, offrendo un effetto rilassante e antinfiammatorio a livello locale.

In ambito cosmétique e dermatologico, la lavanda è nota per le sue proprietà rigeneranti e lenitive sulla pelle, utile in formulazioni contenenti antiinfiammatori, antisettici e cicatrizzanti. L’idrolato di lavanda e l’olio essenziale possono essere impiegati in numerose ricette di bellezza e benessere, con diluizioni adeguate per uso topico.
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