La tireotropina (TSH), nota anche come ormone tireostimolante o tireotropo, è un ormone prodotto dall'ipofisi anteriore, una ghiandola situata alla base del cervello. La sua funzione principale è regolare la funzionalità della tiroide, stimolando la produzione e il rilascio degli ormoni tiroidei, in particolare la triiodotironina (T3) e la tiroxina (T4). Il TSH è un ormone che influenza direttamente l'attività della tiroide. Con la sua presenza, il TSH favorisce l'assorbimento dello iodio e la liberazione degli ormoni triiodotironina (T3) e tiroxina (T4) nel circolo sanguigno.
Chiamato anche ormone tireostimolante, ormone tireotropo o tireotropina, il TSH è prodotto dall'ipofisi anteriore (una ghiandola di piccole dimensioni situata alla base del cranio). A sua volta, il rilascio di TSH da parte dell'ipofisi è controllato da un altro ormone, prodotto e secreto dall'ipotalamo, chiamato TRH (od ormone di rilascio della tireotropina). La secrezione di TSH è controllata dall'ormone ipotalamico TRH e dal livello plasmatico degli ormoni tiroidei, esattamente come illustrato in figura; è quindi soggetta a un duplice controllo: da un lato viene stimolata dal fattore ipotalamico TRH e dall'altro viene inibita da quegli ormoni tiroidei che il TSH stesso ha contribuito a produrre. Viceversa, il calo di questi ultimi provoca un aumento del TSH, che a sua volta stimola la secrezione tiroidea. In entrambi i casi gli ormoni secreti dalla tiroide agiscono sia direttamente a livello dell'adenoipofisi, che indirettamente a livello ipotalamico. Per questo fine meccanismo regolatorio si parla di asse ipotalamo-ipofisi-tiroideo, spesso illustrato a fini didattici come esempio lampante di feedback negativo. Anche un brusco calo della temperatura ambientale induce l'ipotalamo ad aumentare la secrezione di TRH, con aumento dei livelli plasmatici di TSH (gli ormoni tiroidei accelerano il metabolismo, quindi la produzione di calore).
L'ormone tireotropo agisce a livello della tiroide, stimolandone l'accrescimento e l'attività endocrina. Gli ormoni prodotti da questa ghiandola, entrambi contenenti iodio, si chiamano triiodotironina (T3) e tiroxina (T4), che copre da sola il 90% della secrezione. TSH e Morbo di Basedow Come tutti gli ormoni peptidici, il TSH espleta la propria azione biologica interagendo con specifici recettori di membrana; in una particolare malattia, nota come morbo di Basedow, anticorpi anomali si legano a questi recettori mimando l'azione biologica del TSH. Ne risulta uno stimolo eccessivo dell'attività tiroidea, con una sindrome clinica sostenuta dall'eccesso di T3 e T4 (tireotossicosi), spesso accompagnata a gozzo, cioè ad un aumento - in questo caso diffuso ed uniforme - della ghiandola tiroide. Per quanto detto, nei pazienti con morbo di Graves i livelli di TSH sono estremamente bassi, per non dire assenti (poiché la secrezione di tireotropina viene inibita dall'eccesso di ormoni tiroidei).
Come abbiamo accennato, il TSH è un ormone che regola la produzione e la secrezione degli ormoni tiroidei. Pertanto, si ricorre alla misurazione del TSH per verificare e valutare se la tiroide funziona in modo corretto, attraverso l'identificazione di possibili alterazioni della secrezione ormonale. Se si registra un valore basso di TSH, a fronte di alti livelli di T3 e T4, è molto probabile che vi sia un quadro clinico di ipertiroidismo, quindi un'attività eccessiva della tiroide. Un'alterazione dei livelli di ormone tireotropo indica un eccesso o una carenza nella concentrazione degli ormoni tiroidei disponibili, ma non ne indica la ragione. Per capirne la causa, il riscontro di una concentrazione di TSH anormale induce, di solito, l'esecuzione di altri accertamenti. Monitorare l'efficacia del protocollo terapeutico in caso di ipotiroidismo o ipertiroidismo.
Ipotiroidismo acquisito (ad es. Insufficiente assunzione di ormoni tiroidei) può essere secondario o terziario, rispettivamente legati all'incapacità dell'ipofisi di secernere TSH o dell'ipotalamo di secernere TRH; per distinguere le due forme vengono misurati i valori di TSH dopo iniezione di TRH: se aumentano il problema è a livello ipotalamico, mentre se rimangono bassi il problema è a livello ipofisario. Numerosi farmaci possono diminuire o aumentare i livelli di TSH (aspirina, interferone, glucocorticoidi, antagonisti dopaminergici, somatostatina e bexarotene). Valori di tireotropina più alti rispetto a quelli di riferimento indicano spesso una situazione di ipotiroidismo (rallentamento dell'attività tiroideia). Nella maggior parte dei casi, questa condizione è dovuta a una tiroide danneggiata o a un attacco della ghiandola da parte del sistema immunitario. Livelli inferiori di tireotropina possono segnalare, invece, la presenza di ipertiroidismo (eccessiva attività della tiroide) oppure un cattivo funzionamento dell'ipofisi. Norma.
Tempo di lettura: 5 min Un gran numero di farmaci può influenzare la funzione tiroidea o influire sull'interpretazione dei risultati degli esami di funzionalità tiroidea. La tireotropina regola la sintesi e il rilascio degli ormoni tiroidei. Lo iodio alimentare, accumulato nella tiroide, viene ossidato e legato a specifici residui di tirosina dalla perossidasi tiroidea. Il 100% del T4 è prodotto nella tiroide, mentre l'80% della T3 deriva dalla deiodazione in organi periferici (fegato e rene). Più del 99% del T4 e T3 circolanti è legato alle proteine sieriche (TBG, transtiretina e albumina).
1. INTERFERENZA CON LA FUNZIONE ENDOGENA DELLA TIROIDE. Interruzione del controllo ipotalamo-ipofisario: diversi farmaci sopprimono il TSH senza interferire con il T4 circolante (steroidi, dopaminergici, octreotide e altri analoghi della somatostatina, metformina). A livello metabolico l'effetto non è significativo, ma la riduzione del TSH può essere confusa con un ipertiroidismo subclinico. Diminuzione o aumento della produzione o del rilascio degli ormoni tiroidei: il fumo di sigaretta può ridurre la funzione tiroidea inibendo il trasporto dello iodio e alterando la produzione di ormoni tiroidei. Il fumo aumenta gli effetti metabolici dell'ipotiroidismo in modo dose-dipendente. Lo iodio può inibire la sintesi ormonale o contribuire alla tireotossicosi (effetto jod-Basedow). La somministrazione di ioduro può provocare ipertiroidismo in pazienti con gozzo endemico e carenza di iodio e, in aree di sufficienza di iodio, in pazienti eutiroidei con gozzo nodulare contenente noduli autonomi. Fonti di iodio possono essere i mezzi di contrasto per TC e l'amiodarone. I soggetti che ricevono mezzi di contrasto iodati possono sviluppare un ipertiroidismo alcune settimane dopo l'esposizione. L'amiodarone può causare ipertiroidismo con due meccanismi: aumento della sintesi di T4 e T3 (ipertiroidismo da amiodarone di tipo 1) e tiroidite distruttiva (ipertiroidismo da amiodarone di tipo 2) nel 5-10% dei pazienti; viene trattato con steroidi. Il litio può alterare la funzione tiroidea con meccanismi non completamente chiari: gozzo, ipotiroidismo e ipertiroidismo sono descritti in letteratura; se si sviluppa ipotiroidismo, il trattamento è la somministrazione di levotiroxina. Alterazioni delle proteine che legano gli ormoni tiroidei: TBG può essere aumentata da estrogeni e modulanti estrogenici, metadone, mitotano e fluorouracile, o ridotta da androgeni, glucocorticoidi e niacina. Nelle donne in terapia estrogenica sostitutiva può essere necessaria una correzione del dosaggio degli ormoni tiroidei.
2. INTERFERENZA CON LA TERAPIA ORMONALE TIROIDE. Diversi farmaci interferiscono con l'assorbimento gastrointestinale degli ormoni tiroidei: colestiramina, inibitori di pompa, sucralfato e probabilmente altri antiacidi, calcio carbonato, ciprofloxacina somministrata contemporaneamente alla levotiroxina, solfato ferroso. La levotiroxina non deve essere assunta con altri farmaci che interferiscono con il suo assorbimento. È prudente separare la somministrazione di questi farmaci e della levotiroxina di alcune ore. Induttori enzimatici accelerano il metabolismo degli ormoni tiroidei; l'amiodarone, alte dosi di glucocorticoidi o beta-bloccanti e i mezzi di contrasto iodati inibiscono la deiodazione di T4 in T3, riducendone la concentrazione.
3. INTERFERENZA CON I TEST DI LABORATORIO TIROIDEI IN PERSONE EUTIROIDE. Nei soggetti eutiroidei, diversi farmaci possono indurre anomalie nei test di laboratorio. L'amiodarone riduce il T3, può aumentare l’TSH per assenza del feedback. L'eparina libera acidi grassi che spostano T3/T4 dalle proteine di legame. La biotina può produrre valori falsamente bassi nei test immunometrici per TSH e falsamente alti nei test di legame di T3/T4 o anticorpi. I pazienti che assumono biotina devono sospendere l'integratore per due giorni prima della valutazione tiroidea. Drug interactions with thyroid hormonesUpToDate e Thyroid hormone actionUpToDate forniscono ulteriori approfondimenti.

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