Questo articolo esplora in modo dettagliato l’emergenza medica dell’embolia polmonare (EP) nel periodo postoperatorio, con particolare attenzione alle chirurgie addominali e al contesto della chirurgia mammaria, secondo le informazioni fornite nel testo di riferimento.
Definizione e meccanismo dell’EP postoperatoria
Un’embolia polmonare è l’ostruzione di uno o più vasi sanguigni dei polmoni provocata da un coagulo ed è un’emergenza medica. Un coagulo di sangue (trombo), che si formi in un’area periferica del corpo (tipicamente una gamba) e risalga fino ai polmoni ostacolando o bloccando la circolazione in questi organi della respirazione. Si tratta, a ben vedere, di eventi correlati con l’embolia polmonare che dipendono a loro volta da altre condizioni, per lo più patologiche o pre-patologiche.
Rischi e periodo di maggiore incidenza postoperatoria
Il rischio di embolia polmonare postoperatoria resta elevato oltre le 6 settimane dopo l’intervento chirurgico, indipendentemente dal tipo di procedura. È quanto emerge da uno studio francese che ha analizzato i dati relativi a oltre 60 mila pazienti. Per tutti i tipi di interventi chirurgici, il rischio di embolia polmonare postoperatoria era più elevato nell’immediato periodo postoperatorio, quindi da una a sei settimane, e restava elevato per almeno 12 settimane.
Fattori di rischio comuni
Persone che hanno subito interventi chirurgici, soprattutto di natura ortopedica, malati oncologici, traumi con fratture, insufficienza venosa, gravidanza o puerperio, uso di estrogeni o terapia ormonale, immobilità prolungata, viaggi lunghi in aereo, obesità, fumo e alcolismo sono a rischio. Inoltre, forme severe di COVID-19 hanno mostrato associazione con EP. Questi fattori possono favorire la formazione di trombi che possono raggiungere i polmoni.
Segni clinici e diagnosi
La diagnosi precoce è cruciale: sintomi comuni includono dispnea, torace dolorante, tachicardia e ipossiemia, mentre la presentazione può variare. La pulsossimetria è utile per rilevare ipossiemia, e l’angio-TC con mezzo di contrasto è impiegato per identificare l’embolo polmonare. Tuttavia, l’angio-TC non è adatta a tutti, ad esempio in caso di insufficienza renale. La diagnosi può essere complicata dalla presenza di sintomi attribuiti ad altre condizioni, come polmonite o altre patologie polmonari.
Trattamento iniziale e gestione
Nella fase iniziale, se l’EP è confermata, il protocollo terapeutico prevede la somministrazione di farmaci anticoagulanti come le eparine a basso peso molecolare o NAO (nuovi anticoagulanti orali) per fluidificare il sangue e consentire lo scioglimento del trombo. In caso di embolia polmonare acuta massiva, e se non vi sono controindicazioni, si preferiscono trombolitici per sciogliere rapidamente il trombo, con maggiore rischio di emorragie. Il trattamento può essere somministrato in ospedale oppure in ambulatorio, a seconda della gravità e delle condizioni del paziente, e di norma il ricovero non viene protratto oltre tre giorni.
Monitoraggio, riabilitazione e prevenzione
La gestione prevede monitoraggio in ICU o in reparto, e possibile utilizzo di ventilazione se necessario. Durante e dopo la gestione acuta, è cruciale seguire una terapia anticoagulante a lungo termine (TAO) o NAO per prevenire recidive. È importante informare i familiari e i caregiver sulle possibili interazioni farmacologiche e sulle necessità di monitoraggio. L’adesione a schemi terapeutici e follow-up medico è fondamentale per prevenire complicanze e recidive.
EP e contesto postoperatorio specifico: addome e seno
Nel contesto della chirurgia addominale, l’uso di gas per distendere il cavo addominale in laparoscopia e la compressione meccanica delle regioni basali del polmone possono contribuire a complicanze polmonari postoperatorie, tra cui l’atelettasia. Tuttavia, l’EP rimane una delle principali cause di ipossiemia postoperatoria da escludere, e la prevenzione include calze elastiche antitrombosi e dosi frazionate di anticoagulanti. Nel caso della chirurgia mammaria, possono sorgere complicazioni specifiche legate a protesi, lungo tutto il periodo di follow-up, che non sono direttamente responsabili di EP ma fanno parte del contesto chirurgico generale in cui EP può verificarsi come complicanza generale.
Ruolo della visita pneumologica e della valutazione del paziente
La visita pneumologica è parte integrante della valutazione pre e postoperatoria per individuare disturbi respiratori e pianificare la gestione delle complicanze polmonari. In particolare, la valutazione comprende fasi diagnostiche e di valutazione del paziente per condizioni respiratorie che potrebbero influire sull’esito chirurgico e sul rischio di EP.
Note di contesto clinico e fonti
La discussione include riferimenti a studi e linee guida EUROPEE e a dati di popolazione che hanno evidenziato come l’incidenza e il timing dell’EP postoperatorio varino a seconda del tipo di intervento chirurgico e delle condizioni cliniche del paziente.

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