Le arterie sono tubi che trasportano il sangue ossigenato e ricco di nutrimento dal cuore alle cellule degli organi. L’arteria più importante è l’aorta, che parte direttamente dal cuore e porta nutrimento a tutte le cellule, anche le più lontane.
Infarto, trombi, emboli: cosa rischiano le coronarie
L’Infarto è la conseguenza della chiusura totale o parziale di un ramo delle arterie coronarie. È causato da uno spasmo del vaso ma quasi sempre dalla presenza di un Trombo: se le coronarie non svolgono il loro compito di nutrire il muscolo cardiaco una parte del cuore non riceve più sangue, quindi muore.
I sintomi sono diversi nell’uomo e nella donna. Nell’uomo si presenta come un dolore molto forte, oppressivo o trafittivo al petto, irradiato al braccio sinistro, oppure alla schiena (scapola) o alla bocca dello stomaco. Nella donna, invece, i sintomi sono sfumati, subdoli, non chiari come senso di peso, spossatezza, sudorazione, dolore lieve irradiato alla mandibola.
Il dolore può essere anticipato dall’angina: dolore profondo, che stringe il cuore come in una morsa, può essere transitorio e ripresentarsi in occasione di sforzi fisici o anche di forti emozioni.
Distinzioni tra placca e trombo/embolo
Gli attacchi ischemici transitori (TIA) sono un deficit temporaneo di una funzione cerebrale (perdita della parola, diminuzione della forza di un arto), dovuto generalmente all’ostruzione transitoria di un’arteria cerebrale da parte di piccoli emboli o trombi provenienti da placche aterosclerotiche delle arterie del collo che portano il sangue al cervello.
I sintomi durano pochi minuti, anche se occasionalmente possono durare alcune ore (non più di 24 ore) e regrediscono completamente, a differenza di quanto avviene per l’Ictus cerebrale.
Ictus: cause comuni tra trombo ed embolo
È il risultato del danno o della morte di alcune cellule del cervello. La gravità dipende dall’importanza e dal numero delle cellule colpite. Un Ictus può essere causato da una emorragia (uno su cinque) o da una ischemia (quattro su cinque).
Nel primo caso un’arteria del cervello si rompe, il sangue impregna i tessuti (ematoma) rallentando la circolazione del sangue nella zona colpita. L’Ictus emorragico è spesso provocato da ipertensione, cocaina, aneurismi cerebrali, abuso di alcool.
Nell’Ictus ischemico, invece, la circolazione in un’arteria, o in una vena, si arresta, per colpa di un Trombo o di un Embolo.
Trombosi, trombo ed embolo nell’apparato digerente e renale
La Trombosi può colpire anche l’intestino quando il Trombo si forma in un’arteria o in una vena del circolo mesenterico o addominale e si manifesta con un dolore addominale improvviso, localizzato o esteso, a volte irradiato al dorso, anche con febbre alta. La Trombosi delle vene intestinali può simulare l’appendicite acuta o la peritonite. In alcuni casi si associano diarrea, vomito, oppure chiusura dell’alvo a feci e gas (occlusione intestinale). Può essere presente sangue nelle feci.
Se si tratta di una Trombosi venosa, i sintomi possono esser sfumati, a volte addirittura inconsistenti, finché non compare un reticolo venoso bluastro sulla parete addominale, tentativo di compenso delle vene superficiali che cercano di superare l’ostacolo profondo.
Ambedue questi eventi possono ridurre il campo visivo. Sia l’arteria che la vena sono molto piccole, e possono andare incontro a Trombosi per fatti infiammatori o per Emboli che provengono dal cuore, dalle carotidi o dall’arteria aorta (placche aterosclerotiche).
Anche l’arteria che nutre il rene può essere colpita da Trombosi con conseguenze devastanti non solo sulla salute del rene, ma anche provocando ipertensione. Se il rene non viene nutrito dall’arteria renale occlusa da un Trombo, perde la propria funzione di filtro e produce sostanze che facilitano l’insorgenza di ipertensione.
Sono più esposti alla Trombosi dell’arteria renale i pazienti con aterosclerosi di altre arterie, con precedenti trombosi venose o arteriose, con malattie infiammatorie acute o croniche, con malattie autoimmuni (arteriti), con ipertensione diabete e ipercolesterolemia presenti contemporaneamente e/o con predisposizione genetica.

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