La forma più comune di atrofia muscolare spinale (SMA) si manifesta nell'infanzia ed é detta “SMA 5q”, in quanto il difetto genetico è localizzato nel cromosoma 5. Sono alterate sia il gene ereditato dalla mamma sia il gene ereditato dal papà. Il termine "recessivo" significa che l'alterazione di una sola delle due copie di geni non è sufficiente per provocare la malattia. I genitori sono portatori di una copia sola del gene alterato (l'altra copia è normale) quindi non sono malati: sono portatori sani. La probabilità è indipendente dal sesso del nascituro.
In una piccola percentuale di pazienti (5%) almeno uno dei due geni SMN1 (quello di origine materna o quello di origine paterna) presenta invece mutazioni: tipicamente questi pazienti hanno una delezione su un cromosoma e una mutazione puntiforme sull'altro cromosoma. Occorre inoltre considerare che ognuno di noi ha sul cromosoma numero 5, accanto a una copia del gene SMN1 un numero variabile di copie del gene SMN2. La SMA tipo 3 rappresenta la forma clinica relativamente più lieve. Nella forma SMA3a è prevedibile una perdita della deambulazione autonoma nella prima decade di vita. La debolezza muscolare colpisce soprattutto le gambe e i muscoli pelvici (del bacino), per poi progredire verso le spalle e le braccia.
La diagnosi di atrofia muscolare spinale (SMA) è soprattutto clinica e deve essere confermata dai test genetici. A questo test sfugge quel 5% dei pazienti che è portatore di una mutazione all'interno di uno dei due geni. Inoltre, il test MLPA permette di contare il numero di copie di SMN2, il gene il cui numero di copie determina la gravità del quadro clinico della malattia (SMA tipo 1, tipo 2, tipo 3 e tipo 4). Si tratta di un esame che viene effettuato tra le 48 e le 72 ore di vita, con una puntura eseguita sul tallone del neonato e la raccolta di una goccia di sangue su un apposito cartoncino (DBS, dall’inglese Dried Blod Spot).
Lo screening neonatale per la SMA risulta attualmente attivo in quindici regioni italiane: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Liguria, Piemonte, Puglia, Toscana, Trentino-Alto Adige (sia Bolzano che Trento), Veneto e Valle d’Aosta. È in fase di avvio o definizione operativa in quattro regioni: Calabria, Sardegna, Sicilia e Umbria.
Il Nusinersen è stato il primo farmaco approvato (novembre 2017) per la cura dei vari tipi di Atrofia Muscolare Spinale. Il Risdiplma, (Evrysdi®) è un farmaco in grado di regolare la formazione di RNA messaggero del gene SMN2, al fine di produrre una quantità maggiore di proteina SMN funzionalmente attiva. Questo farmaco è attualmente prescrivibile a pazienti di qualsiasi età con diagnosi clinica di SMA di tipo 1, 2 o 3, oppure con diagnosi genetica che evidenzi da una a quattro copie del gene SMN2.
La terapia genica, basata sull'uso di vettori virali (vettori virali adeno-associati - AAV), che permettono di introdurre il gene SMN1 nel nucleo delle cellule del paziente. Onasemnogene abeparvovec (Zolgensma®) è il primo farmaco di terapia genica approvato in Europa per il trattamento della SMA nel 2021. A partire dal 2024, è disponibile in regime di rimborsabilità a carico del Servizio Sanitario Nazionale per il trattamento della SMA 5q in pazienti con peso fino a 13,5 kg che presentino una delle seguenti condizioni: diagnosi clinica di SMA di tipo 1 con esordio dei sintomi nei primi 6 mesi di vita, oppure diagnosi genetica di SMA 5q con mutazione biallelica del gene SMN1 e fino a 3 copie del gene SMN2.
Come posso aiutare il mio bambino con SMA (ATROFIA MUSCOLARE SPINALE) a muoversi e giocare?

La gestione della SMA include approcci multidisciplinari volti a preservare funzione respiratoria, motorietà e qualità di vita. Le proposte terapeutiche si integrano con percorsi di fisioterapia, riabilitazione respiratoria, nutrizione e supporto psicologico per la famiglia. Lavorare sul rafforzamento muscolare in modo mirato può contribuire al mantenimento delle capacità residue e a ritardare l'aggravarsi della debolezza.
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