Rinite vasomotoria: approccio diagnostico e gestione terapeutica con corticosteroidi orali e via intranasale

La rinite vasomotoria, o rinite non-allergica, è una particolare forma di rinite, che insorge per effetto di una dilatazione eccessiva dei vasi sanguigni della mucosa nasale. L’alta temperatura, gli improvvisi sbalzi termici, la forte umidità, l’esposizione a fumi tossici (es: fumo di sigaretta), i cibi piccanti, i cibi troppo caldi, lo stress, le sostanze alcoliche, i profumi intensi ecc. La presenza di un danno a carico dei turbinati o l’assenza di quest’ultimi, dovuta per esempio a un intervento di rimozione chirurgica. È importante precisare che, in alcuni casi, la rinite vasomotoria compare senza il verificarsi di alcuna delle suddette circostanze; in altre parole, compare per motivi inspiegabili.

Cosa vuol dire "Idiopatico"? Talvolta, la rinite vasomotoria può presentarsi in associazione alla rinite allergica. Formazione di una o più croste all'interno delle cavità nasali. Precauzioni finalizzate a evitare il contatto diretto con quei fattori che sembrano favorire la dilatazione dei vasi sanguigni della mucosa nasale e il conseguente processo infiammatorio. Lavaggi nasali con soluzioni saline. Servono a detergere le cavità nasali dal muco in eccesso e dagli irritanti. Utilizzo di spray nasali a base di corticosteroidi. I corticosteroidi sono potenti farmaci antinfiammatori, ossia medicinali che riducono l'infiammazione. Utilizzo di spray nasali anticolinergici. Uso di spray nasali decongestionanti. "Tirare su" la soluzione salina, aspirandola con una narice per volta. Ripetere l'aspirazione fino a quando non si avverte un senso di benessere.

Definizione clinica e diagnostica della rinite vasomotoria

La Rinite Vasomotoria. La Rinite Vasomotoria riguarda un gruppo etrerogeneo di pazienti affetti da sintomi nasali cronici su base non immunologica e non infettiva, generalmente associati a eosinofilia. (Task Force on Practice Parameters ACAAI, 2008) E’ pertanto una diagnosi per esclusione in cui IgE specifiche e Skin test sono negativi e vi è una scarsa risposta ai farmaci abitualmente usati per la rinite allergica. Tipicamente i sintomi di ostruzione nasale sono aggravati da stimoli trigger irritanti, quali fumo, profumi, cambi di temperatura o pressione barometrica, alcool, esercizio fisico etc. L’iperreattività della mucosa nasale ai fattori irritanti per una probabile disregolazione del sistema nervoso autonomico, causa rapida vasodilatazione, congestione dei turbinati, rinorrea, starnuti ed ostruzione nasale ricorrente.

Si ritiene che nel 30-40% dei casi la Rinite Vasomotoria non allergica possa coesistere con una rinite allergica, rendendo ancora più confuso l’iter diagnostico. La citologia nasale, analizzando il secreto nasale è in grado di valutare la presenza di infiltrato infiammatorio a livello della mucosa nasale ed in caso di negatività del reperto consente di escludere il ricorso a farmaci antinfiammatori (cortisonici per uso topico), che nella maggior parte degli studi effettuati non hanno dimostrato efficacia. Gli antistaminici non hanno dimostrato alcun reale vantaggio, mente l’esperienza clinica suggerisce qualche miglioramento sui sintomi dall’associazione con decongestionanti (Azelastina e Fluticasone dipropionato).

L’acido Ialuronico ad alto peso molecolare somministrato per via nasale agevola un effetto protettivo e di barriera della mucosa nasale, rendendola meno soggetta ad irritazioni. Il marcato effetto osmotico contribuisce inoltre all’azione decongestionante. Risultati incoraggianti nel trattamento della Rinite Vasomotoria vengono da alcuni trial clinici che hanno testato la Capsaicina per somministrazione intranasale. L’apertura o la chiusura attiva delle comunicazioni fra arterie e vene modula gli scambi di calore a livello dell’interfaccia aria-mucosa, rispondendo in maniera adeguata alle variazioni delle caratteristiche fisiche dell’aria inalata.

Ma oltre al raffreddore esistono numerose malattie che causano il ridotto passaggio di aria attraverso il naso: rinite allergica, sinusite cronica, rinite da fumo di sigaretta, deviazione del setto, polipi nasali ed ingrossamento delle mucose nasali con ipertrofia dei turbinati. Il meccanismo delle malattie del naso e dei seni paranasali contempla tutta una serie di cause dipendenti dall’alterazione dei meccanismi fisiologici di difesa delle alte vie respiratorie. Nel tratto posteriore delle vie aeree nasali (rinofaringe) ritroviamo più frequentemente lo Streptococcus pneumoniae, Haemophilus influenzae e Streptococcus piogenes. Nel soggetto anziano possono presentasi nell’orofaringe batteri anaerobi nel 20-40% dei casi.

Caratteristiche prognostiche e fenotipi

La rinite vasomotoria aspecifica è uno stato di iperreattività della mucosa nasale a stimoli non allergici. I pazienti presentano una risposta esagerata per intensità e durata a stimoli anche banali (aria calda e aria fredda, umidità). Rinite vasomotoria specifica (o rinite allergica): è una malattia caratterizzata da tre sintomi tipici - starnuti, naso chiuso, ristagno di muco - ed è dovuta ad una reazione immunitaria specifica IgE mediata verso sostanze presenti nell’aria (acari della polvere, graminacee, pollini, muffe, pelo del cane, pelo del gatto).

A cura del Dott. Ciprandi G, Gelardi M. (ad alto peso molecolare) Recenti Prog Med 2018;109(4):e257-e265. Trattamento delle riniti allergiche e vasomotorie: il ruolo del beclometasone dipropionato e dell’acido ialuronico (ad alto peso molecolare) Giorgio Ciprandi1, Matteo Gelardi2 1Ospedale Policlinico San Martino, Genova; 2Dipartimento di Otorinolaringoiatria, Università di Bari. Pervenuto il 10 gennaio 2018. Accettato il 25 gennaio 2018. Riassunto. Le riniti infiammatorie sono molto comuni e comprendono la rinite allergica (RA) e la rinite non allergica. L’infiammazione delle cavità nasali costituisce il meccanismo patogenetico comune a entrambe le patologie. Pertanto, l’impiego di farmaci antinfiammatori rappresenta la più rilevante strategia terapeutica. Il beclometasone dipropionato (BDP) è una molecola corticosteroidea da molto tempo disponibile come spray intranasale. L’acido ialuronico (HA) è un componente fisiologico presente in numerosi tessuti; nella sua forma ad alto peso molecolare è dotato di un’attività antinfiammatoria e di una proprietà idratante-lubrificante. Il BDP appare particolarmente indicato nel trattamento delle forme acute, mentre nelle forme croniche, contraddistinte da una durata protratta, può trovare un’indicazione appropriata l’HA.

Trattamento farmacologico e terapie mirate

Nel caso di rinite vasomotoria, la gestione è individualizzata: lavaggi nasali con soluzioni saline, spray nasali corticosteroidi, spray anticolinergici, spray decongestionanti non sono sempre indicati. Un approccio di medicina di precisione prevede la citologia nasale per definire il fenotipo e guidare la scelta terapeutica. In alcune forme prevale la ostruzione, in altre la rinorrea; può esserci coesistenza di entrambe le manifestazioni (forme miste). In presenza di infiammazione cronica dei seni, si valutano misure chirurgiche o interventi sui turbinati per migliorare la pervietà delle cavità nasali. La terapia farmacologica si basa su corticosteroidi intranasali o gocce, anticolinergici e talvolta antistaminici, con uso prolungato o secondo necessità. L’uso di cortisonici orali non è tipico come trattamento di prima linea per la rinite vasomotoria, salvo casi particolari, e deve essere valutato con cautela per gli effetti sistemici.

Elementi diagnostici e terapie aggiuntive

La citologia nasale consente di identificare l’infiltrato infiammatorio e di distinguere tra fenotipi diversi, contribuendo a una medicina di precisione e a una scelta terapeutica mirata. L’esplorazione endoscopica delle cavità nasali può essere utile in presenza di sintomi persistenti o anomalie strutturali. Evitare ambienti con aria secca, proteggersi da inquinanti atmosferici e mantenere l’umidità adeguata delle stanze costituisce base non farmacologica per la gestione. Lavaggi nasali regolari con soluzioni saline, utilizzo di corticosteroidi intranasali, anticolinergici e talvolta antistaminici rappresentano asse portante della terapia. In casi selezionati, e in presenza di indicazione otorinolaringoiatrica, si possono considerare interventi chirurgici minis invasivi sui turbinati.

Impostazione diagnostica della rinite vasomotoria (grafico concettuale)

Rinite vasomotoria Prof MAURIZIO G VIGILI otorinolaringoiatra a Roma

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