Il catarro è una secrezione patologica tipica di raffreddori, bronchiti e otiti catarrali. Mucolitici (es. Mucoregolatori (es. Olio essenziale di eucalipto, menta e timo: proprietà balsamiche, espettoranti, mucoregolatrici; usato nei suffumigi (solo se indicato e con prodotti sicuri). Per sciogliere il catarro è possibile ricorrere sia all'uso di farmaci specifici, sia ad alcuni rimedi naturali.
I farmaci mucolitici agiscono direttamente sul muco (catarro) già formato, rompendo fisicamente i legami chimici delle molecole che lo costituiscono. In altre parole, i mucolitici sono in grado di sciogliere il catarro attraverso la degradazione delle mucoproteine che lo compongono. Grazie a questo particolare meccanismo d'azione, le secrezioni catarrali risulteranno meno vischiose e più facilmente eliminabili dall'organismo.
Approcci farmacologici e naturali per sciogliere il catarro
I farmaci mucoregolatori, invece, esercitano quella che viene definita come un'azione indiretta sul catarro. Ad ogni modo, esempi di effetti indesiderati comuni a tutti i suddetti farmaci sono quelli che si possono manifestare a carico dell'apparato digerente, come nausea, vomito, diarrea, dispepsia e dolori addominali. Inoltre - al fine di intraprendere il giusto trattamento per sciogliere il catarro - è molto importante individuare la causa esatta che ne ha provocato la formazione.
Per sciogliere il catarro è anche possibile ricorrere all'uso di diversi rimedi naturali. Tipico esempio di rimedio naturale in grado di sciogliere il catarro è rappresentato dall'eucalipto, il cui olio essenziale è dotato di attività balsamiche, espettoranti e secretolitiche (o mucoregolatrici). Per sciogliere il catarro, è diffuso l'utilizzo dell'olio essenziale di eucalipto nei suffumigi. Tuttavia, si ricorda che gli oli essenziali vanno impiegati con cautela e che è necessario utilizzare prodotti che siano appositamente formulati per l'utilizzo che si intende farne. Per sciogliere il catarro, è possibile ricorrere anche all'uso di altri oli essenziali dalle proprietà balsamiche e secretolitiche con i quali si possono effettuare dei suffumigi. Nota Bene Gli oli essenziali possono scatenare allergie in individui sensibili.
Fra i rimedi naturali utilizzati per sciogliere il catarro vi sono anche gli estratti di lumaca, rientranti nella composizione di sciroppi da somministrarsi in presenza di tosse grassa. L'uso di questo sciroppo è tuttavia controindicato in pazienti affetti da asma o con allergia nota al prodotto. Altro rimedio naturale utilizzato per sciogliere il catarro è il finocchio. In quest'ambito, il finocchio può essere utilizzato per via interna assumendone directly l'olio essenziale per via orale, oppure può essere assunto in forma di infuso ottenuto dai semi freschi. L'uso dell'olio essenziale di finocchio per via orale è controindicato in caso di allergia alla pianta e in presenza di infiammazioni del tratto gastroenterico. Nota Bene Prima di assumere i rimedi sopra descritti per sciogliere il catarro, è sempre bene chiedere il consiglio del proprio medico.
Cause, diagnosi e quando preoccuparsi
Dal banale raffreddore all’otite. Le cause del catarro possono essere le più diverse anche se nella maggior parte dei casi la malattia che lo causa colpisce il naso. In condizioni normali la secrezione è molto contenuta: la sua funzione è quella di mantenere idratate le vie respiratorie ricoprendole con una sottile membrana. A questo punto il corpo mette in atto i meccanismi di difesa: altro non sono che la tosse e il gocciolamento nasale che percepiamo quando abbiamo un eccesso di catarro. Il catarro perlato e vischioso è invece costituito da solo muco ed è perciò il segno di una infiammazione lieve o di una semplice irritazione delle mucose. Il catarro rossastro o striato di rosso è la conseguenza di sangue ad esso frammisto che nella maggioranza dei casi è dovuta dalla rottura di qualche capillare in seguito a tosse stizzosa. Il catarro che gocciola dal naso, come abbiamo visto, è sintomo quasi sempre di un raffreddore mentre quello che viene espulso con la tosse è dovuto ad un’infiammazione dei bronchi.
C’è però il caso del catarro in gola, gocciolando dalle cavità retro nasale. Il catarro retro nasale è quindi un fenomeno che nasce in seguito ad un disturbo dovuto all’infiammazione della gola. Le ghiandole aumentano la secrezione di muco e rallentano i naturali movimenti che portano all’inghiottimento del catarro che ristagna in gola o cola dietro al naso creando la sensazione di avere un groppo in gola. Molto comune come causa è la sinusite: si tratta di un’infiammazione che attacca le quattro cavità presenti nelle ossa del cranio (i seni paranasali) che contengono aria e che sono in comunicazione tra loro e con i seni nasali. Si tratta di un processo infiammatorio che porta all’aumento della normale secrezione del muco e che lo porta a ristagnare in queste cavità e ad infettarsi. Il reflusso gastrico, dovuto a patologie della gola (laringite, faringite) è causa dell’irritazione del muco e del ristagno del catarro.
La diagnosi è effettuata con l’analisi di sintomi e segni che abbiamo appena visto. Altrimenti si procede con altre cure come ad esempio inalazioni di vario tipo o, in alternativa, con rimedi naturali. I più classici sono le irrigazioni nasali a base di soluzioni saline già pronte in commercio o da preparare in casa sciogliendo una decina di grammi di sale in un litro di acqua tiepida. Molto spesso farmaci e rimedi naturali sono efficaci per ridurre il catarro ma l’unica soluzione definitiva, soprattutto se si soffre spesso di questo disturbo, è la rimozione delle mucose infiammate. Dopo aver consultato l’otorino, che saprà individuare il problema, è possibile capire in che zona intervenire: turbinati nasali, seni parnasi, polipi nasali, gola. Qui si accumula la mucosa infiammata che può essere oggi eliminata senza la necessità di un intervento chirurgico invasivo ma con una semplice operazione ambulatoriale. Si tratta dell’intervento con laser che può essere declinato in vari modi a seconda della zona da curare ma che ha una caratteristica comune: dura pochi minuti e non richiede tamponi nasali o ricoveri.
Tecniche di drenaggio delle secrezioni
A cura del Dott. Per comprendere come eliminare il catarro dalle vie aeree è necessario conoscere il meccanismo che regola l’organismo. Varie cause possono turbarlo o per blocco delle ciglia (nicotina) o per alterazioni di densità o di quantità del muco per motivi irritativi, allergici, infettivi o per ristagno su deformazioni dei bronchi (bronchiectasie). Sono allora indicate manovre fisiche che facilitino il distacco delle secrezioni dai bronchi e la loro espulsione per la completa eliminazione del catarro dalle vie aeree. Sono posizioni che si possono ottenere agevolmente in casa, come si vede nelle figure, inserendo un pacco di giornali e un cuscino sotto il bacino oppure spencolandosi dal bordo del letto (vedi fig. sotto). Si inizia con atti respiratori lenti e profondi facendoli diventare poi sempre più rapidi, producendo uno sbuffo come quello di una locomotiva a vapore che si avvia. L’ELTGOL consiste in una espirazione lenta e profonda in decubito laterale, utilizzata per ottenere una “spremitura” del polmone sottostante, schiacciato sotto il peso del mediastino e dalla spinta dei visceri addominali sull’emidiaframma (vedi fig.
Per la corretta eliminazione del catarro dalle vie aeree sono poi utilizzati ausili meccanici diversi, ispirati alla CPAP (ventilazione spontanea a pressione positiva continua): essi creano (sembra paradossale) un ostacolo alla fuoriuscita dell’aria dall’albero bronchiale, mantenendovi una pressione positiva durante tutta la fase espiratoria. Si evita così l’air trapping. Nel Flutter (Clement Clarke Int. Con l’apparecchio Acapella (DHD Helthcare, fig. sottostante) l’aria espirata viene indirizzata attraverso un’apertura, che viene chiusa periodicamente da un cono ruotante. Il più recente di questi sistemi è il Flauto polmonare (Lung flute SensorMedics, fig. sottostante).
Gli incentivatori di flusso e di volume (fig. Per favorire il drenaggio di queste secrezioni, in fisioterapia respiratoria vengono solitamente usate diverse tecniche, con o senza ausili elettromeccanici. A questo ultimo gruppo appartengono ad esempio la tosse indotta, l’espirazione forzata, l’espirazione a glottide aperta, il drenaggio autogeno e il drenaggio posturale. Ma cos’è il drenaggio posturale? Il drenaggio posturale (o drenaggio bronchiale) è una procedura non invasiva di disostruzione delle vie aeree che consiste fondamentalmente nel far assumere al paziente alcune posture ben definite, in modo da verticalizzare, cioè porre in favore di gravità, il bronco tributario di un determinato segmento polmonare. Il drenaggio posturale bronchiale serve a mobilizzare le secrezioni dai segmenti polmonari e dai bronchi distali verso le vie aeree centrali, in modo che possano essere più facilmente eliminate attraverso la tosse o l’aspirazione. A seconda della porzione polmonare da drenare, la postura adottata può essere seduta o declive, prona o sul fianco, con diversi gradi di inclinazione, per favorire il drenaggio (Immagine). Un letto da ospedale che possa essere inclinato, rende possibile l’assunzione delle diverse posizioni, ma è possibile aiutarsi anche un buon numero di cuscini. Il paziente viene istruito a respirare profondamente e a tossire in maniera decisa quando necessario (anche cambiando temporaneamente posizione). Ogni postura può essere mantenuta da 3 a 15 minuti se tollerata o finché non stimola una tosse produttiva. La procedura potrebbe rivelarsi faticosa, per cui è consigliato non protrarre il trattamento per più di 45-60 minuti.
La percussione del torace viene associata al drenaggio posturale per mobilitare manualmente le secrezioni, facilitandone il distacco dalle pareti bronchiali. La procedura del drenaggio posturale bronchiale è descritta in letteratura già dal 1934 e varie fonti continuano ad analizzare la sua efficacia in diversi contesti clinici. Il drenaggio posturale e altre procedure di disostruzione delle vie aeree sono state studiate principalmente in soggetti con produzione di secrezioni dovute a BPCO, fibrosi cistica o bronchiectasie.
Un recente lavoro ne sostiene l’utilizzo in pazienti affetti da BPCO e fibrosi cistica oltre che, con le dovute precauzioni, con pazienti post-chirurgici per mobilizzare le secrezioni polmonari. Siccome il drenaggio bronchiale può rivelarsi faticoso per il soggetto, altre procedure come il drenaggio autogeno e l’utilizzo di ausili elettromeccanici potrebbero essere meglio tollerate e portare a una maggiore aderenza al trattamento.
Ancoraggi scientifici e pratici
La bronchite è un’infiammazione delle vie aeree inferiori. E’ una patologia piuttosto comune nei mesi invernali. Il freddo, l’aria secca e l’aumento delle infezioni virali creano un terreno fertile per lo sviluppo di questa condizione. Si presenta con una serie di sintomi che possono variare sia in intensità che in durata. Per questo motivo, comprendere a fondo i sintomi è fondamentale per arrivare a una diagnosi corretta e a un trattamento efficace. La varietà e la combinazione dei sintomi possono rendere la diagnosi della bronchite piuttosto complessa. Per questo motivo, è fondamentale consultare un medico per una valutazione accurata e un piano di trattamento su misura.
La tosse è senza dubbio il sintomo più comune e persistente della bronchite. Inizialmente può essere secca e fastidiosa, ma col tempo può trasformarsi in una tosse produttiva, accompagnata dall’espulsione di muco. L’espettorato, ovvero il muco che si espelle tossendo, può variare in colore e consistenza. Un muco chiaro o bianco è tipico della bronchite virale, mentre un muco giallo o verde può suggerire un’infezione batterica secondaria. Il dolore toracico, che può manifestarsi come acuto o sordo, tende a peggiorare con la tosse e la respirazione profonda. La dispnea, o difficoltà respiratoria, è un campanello d’allarme che non va sottovalutato. Mal di gola e raucedine sono altri sintomi che possono presentarsi. Febbre e brividi sono segnali che indicano un’infezione in corso. I dolori muscolari e l’affaticamento, noti come mialgia e astenia, sono sintomi debilitanti che possono accompagnare la bronchite, influenzando il nostro benessere generale e rendendo difficile portare avanti le normali attività quotidiane.
Il trattamento della bronchite, sia acuta che cronica, si concentra sull’alleviare i sintomi e promuovere la guarigione, con un approccio personalizzato in base alla causa e alla gravità della condizione. Il riposo adeguato è fondamentale per permettere al corpo di concentrare le energie nella lotta contro l’infezione. Evitare attività fisiche intense e assicurarsi un sonno di qualità favoriscono la rigenerazione delle vie aeree e il rafforzamento del sistema immunitario. L’assunzione di liquidi caldi, come tè, brodi e tisane, aiuta a fluidificare il muco, facilitandone l’espulsione con la tosse. L’idratazione costante mantiene le vie aeree umide e lenisce l’irritazione. L’utilizzo di un umidificatore, specialmente durante la notte, mantiene l’aria umida, riducendo l’irritazione delle vie aeree e facilitando la respirazione. Sedativi della tosse utili in caso di tosse secca e irritante, possono alleviare il disagio e favorire il riposo. Broncodilatatori prescritti in caso di bronchite con componente ostruttiva, aiutano a dilatare le vie aeree, facilitando la respirazione. Antibiotici riservati ai casi di bronchite batterica, diagnosticata tramite esame dell’espettorato. Corticosteroidi. Mucolitici. E’ possibile effettuare anche delle terapie complementari per la bronchite. Ad esempio, la fisioterapia respiratoria che consiste in tecniche di respirazione e drenaggio posturale possono aiutare a liberare le vie aeree dal muco. Oppure l’uso di rimedi naturali come miele, zenzero e propoli che possono lenire la tosse e il mal di gola. Oppure aerosolterapia. Si tratta dell’inalazione di farmaci o soluzioni saline tramite aerosol che può raggiungere direttamente le vie aeree, alleviando i sintomi. È fondamentale consultare un medico per una diagnosi accurata e un piano di trattamento personalizzato.
Prevenzione e stile di vita
La prevenzione della bronchite durante i mesi invernali richiede un approccio integrato che coinvolga diverse strategie, mirate a ridurre l’esposizione agli agenti patogeni e a rafforzare le difese immunitarie. Il lavaggio frequente delle mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi, o l’utilizzo di gel disinfettanti a base di alcol, è una misura fondamentale per interrompere la catena di trasmissione di virus e batteri. Durante i picchi di influenza e altre infezioni respiratorie, è essenziale limitare il contatto con persone che manifestano sintomi come tosse, raffreddore o febbre. La vaccinazione antinfluenzale annuale è raccomandata per tutti, in particolare per le persone a rischio di complicanze, come anziani, bambini piccoli e persone con malattie croniche. L’aria secca, tipica degli ambienti riscaldati in inverno, irrita le vie aeree e le rende più suscettibili alle infezioni. Il fumo di sigaretta, sia attivo che passivo, è un potente irritante per le vie aeree, danneggiando le ciglia che le proteggono dalle infezioni. Un sistema immunitario forte è in grado di combattere efficacemente le infezioni. Gestione dello stress. Lo stress cronico indebolisce il sistema immunitario. Integrazione di vitamina D durante i mesi invernali, l’esposizione al sole è limitata, riducendo la produzione di vitamina D, essenziale per il sistema immunitario.
Il catarro, o più correttamente espettorato, è una sostanza densa e mucosa che si forma nelle vie respiratorie, perlopiù in risposta a un’infezione o irritazione. Il catarro può variare in colore e consistenza, spesso presentandosi come trasparente, biancastro, giallo fino a verde/marroncino, a seconda dell’infezione che ne ha determinato la produzione. Catarro bianco e schiumoso, liquido e di colore biancastro, è principalmente composto da muco, ed è indicativo di un’irritazione delle alte vie respiratorie o bronchiale aspecifica. Tale condizione non è completamente sostenuta da patogeni ed è comune nei fumatori, nelle persone affette da allergie, asmatici e soggetti con BPCO. Catarro giallognolo, vischioso e con tonalità giallognole-verdastre, è causato da infezioni del naso e/o delle vie respiratorie. Questo tipo di catarro è più denso e di difficile espulsione, si caratterizza per la presenza di materiale purulento ricco di leucociti. Catarro verde, indica un ristagno prolungato di muco purulento nei bronchi, accompagnato spesso da un odore fetido nell’espettorato o nelle secrezioni nasali. Catarro marrone o con striature di sangue può essere causata da microlesioni della mucosa respiratoria dovute agli sforzi per tossire. Muco e catarro non sono sinonimi, anche se spesso vengono usati come tali. Il muco è una sostanza fluida e trasparente prodotta in modo fisiologico dalle mucose respiratorie per idratare e proteggere le vie aeree. Il catarro, invece, è un muco che si modifica in risposta a un’infiammazione o un’infezione: diventa più denso, opaco e abbondante. La sua presenza indica che l’organismo sta reagendo a un’irritazione o a un agente patogeno.

Cosa fa produrre il catarro? Il catarro è un segno comune a diverse condizioni mediche. Ad esempio, nel caso dell’asma bronchiale, l’analisi dei livelli di eosinofili nell’espettorato viene impiegata per valutare e monitorare l’infiammazione bronchiale nel tempo e la risposta ai trattamenti. Un altro aspetto importante per la diagnosi è il modo in cui viene eliminato il catarro. Quando il catarro deve preoccupare? Il catarro è spesso un sintomo benigno, ma in alcuni casi può indicare un’infezione o una patologia da monitorare. La presenza di febbre alta, dolore al torace, difficoltà respiratorie o affaticamento marcato sono segnali che meritano attenzione. Nei pazienti con patologie respiratorie croniche (asma, BPCO), è importante intervenire tempestivamente per evitare aggravamenti. Se il catarro dura più di dieci giorni senza miglioramenti evidenti, è sempre consigliabile una valutazione. In caso di catarro, le cure sono mirate a trattare le cause che ne hanno determinato la produzione. In ogni caso, esistono diversi rimedi che possono aiutare ad alleviare i fastidi dovuti all’eccesso di muco e promuovere il recupero.
Cosa succede se non si espelle il catarro? In generale, è importante favorire l’espulsione del catarro, come abbiamo detto, attraverso l’uso di espettoranti, l’inalazione di vapore e la tosse controllata. La bronchite è una tra le malattie più frequenti dell'apparato respiratorio. È un’infiammazione delle pareti interne dei bronchi, i canali che trasportano l’aria da e verso i polmoni. I bronchi originano dalla trachea che si biforca generando due bronchi principali, uno destinato al polmone destro e l’altro al polmone sinistro. I bronchi sono fondamentali per il flusso dell’aria durante la respirazione. Nell’inspirazione l'aria, attraverso il naso, la faringe, la trachea e i bronchi, arriva agli alveoli polmonari dove avviene lo scambio dei gas in essa contenuti (principalmente ossigeno) con i capillari che circondano gli alveoli. La bronchite si sviluppa quando particelle estranee entrano nei bronchi con l’aria inspirata e li irritano inducendoli a produrre più muco del normale. Per curarla si ricorre al riposo, all’assunzione di liquidi e a farmaci antinfiammatori o a base di paracetamolo. In genere, essendo provocata da virus, non vi è necessità di assumere antibiotici poiché non sono efficaci contro i virus. La bronchite cronica è causata più comunemente dall’esposizione a lungo termine al fumo di sigaretta e a inquinanti atmosferici come polveri e fumi. I disturbi più frequenti sono l’eccessiva produzione di muco, tosse e difficoltà nella respirazione.
Nel nostro naso risiede il muco, una sostanza che viene prodotta normalmente dalle mucose. Esistono però anche diversi accorgimenti da seguire e rimedi naturali da poter utilizzare per fluidificare il catarro e facilitarne l’espulsione, utili quando il problema è alle fasi iniziali o si manifesta in una forma leggera, così come in qualità di validi supporti alla cura. Forse hai notato che è più intensa al mattino, quando ti svegli, perché di notte il muco ristagna a causa della posizione e dell’immobilità. Fare impacchi caldi direttamente sulle zone dolenti.