Il lipofilling al seno è un intervento basato sul trasferimento di tessuto adiposo autologo, ovvero il grasso proprio, per correggere piccoli difetti di volume e di forma di una mammella. Le pazienti devono avere ben chiare le reali finalità della metodica, se non vogliono incorrere in false aspettative. Il lipofilling al seno, infatti, è originariamente nato per supportare le pazienti post-tumorali nei casi di atrofia a seguito di radioterapia e di fibrosi retraenti post-chirurgiche. Non si deve perciò pensare al lipofilling come a un intervento estetico adatto per aumenti significativi del seno. Si tratta di una tecnica indicata per piccole correzioni: l’aumento del seno non deve mai andare oltre una taglia. Per ottenere un aumento importante del volume mammario risulta opportuno ricorrere a protesi.
Inoltre, esistono possibilità di associazione tra le due tecniche:
“Tuttavia, dalle esperienze maturate nel tempo è emersa la possibilità di associare l’inserimento di una protesi anatomica, ben posizionata in una tasca sottopettorale, al trasferimento di tessuto adiposo, permettendo di ottenere risultati migliori. L’associazione delle due tecniche permette di continuare a utilizzare le protesi per dare volume al seno, sfruttando al tempo stesso il lipofilling per armonizzare la forma, offrire una rifinitura al contorno e correggere piccoli difetti. In alcune pazienti è conveniente attuare le due tecniche contemporaneamente.”
“L’aumento integrale con grasso usando la lipostruttura o lipofilling richiede molto più tempo di una mastoplastica tradizionale con protesi. Il grasso è fragile e deve essere prelevato in modo delicato. Va manipolato il meno possibile o centrifugato con rapidità. Il lipoaspirato così trattato viene inserito con fini cannule sotto la cute della regione mammaria o fra muscolo pettorale e fascia superficiale. Il grasso si riassorbe sempre per una quota variabile intorno al 40% in media, ma non è prevedibile nel singolo caso. Il riassorbimento può variare da un minimo del 20% a un massimo dell’80%.”
La procedura, dunque, offre una soluzione mirata a correggere difetti di volume e forma, mantenendo in considerazione i limiti naturali del tessuto adiposo autologo. Il bilanciamento tra riassorbimento e correzioni di contorno si verifica nel tempo, rendendo cruciale una valutazione realistica delle aspettative e una pianificazione accurata delle fasi operative, soprattutto quando si pianifica un eventuale supporto protesico per volumi più consistenti.

Il lipofilling al seno ha risultati definitivi?
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