Liberamente ispirato al saggio La vita quotidiana come rappresentazione di Erving Goffman, il documentario si muove esplorando la liminare divergenza tra ruolo sociale e ruolo drammaturgico. Il testo propone una riflessione approfondita sui confini tra aspettative sociali e rappresentazioni personali, attraversando una filmografia essenziale che funge da cornice per analizzare dinamiche identitarie e performative.
Contenuti e cornici autoriali
La filmografia essenziale/essential filmography Centri di confine (doc., 2012), La partita (doc., 2013), Il vortice fuori (coregia/codirector Giorgio Affanni, doc., 2014), Qualcuno diceva: lasciateli dormire (cm, doc., 2015), Solenne Triduo dei morti (cm, doc.
«Il cantautore Ettore Giuradei, classe 1981, lo conoscevo da anni. Prima di iniziare il film, avevo letto il libro di Erving Goffman La vita quotidiana come rappresentazione. È un saggio del 1956, definito di presociologia, che come filo conduttore usa la metafora del teatro per indagare l'importanza dell’azione umana e sociale».
Struttura tematica: confini tra ruolo sociale e drammaturgia
Il documentario esplora la liminare divergenza tra ruolo sociale e ruolo drammaturgico, offrendo una lettura che intreccia teoria sociologica e pratica cinematografica. Attraverso sequenze e interviste, l’opera mette in evidenza come le performance quotidiane siano influenzate da norme, contesti e aspettative collettive.
Il percorso filmico privilegia una lettura della vita quotidiana come scena, dove ogni gesto può essere interpretato come parte di una rappresentazione destinata a un pubblico, sia reale sia implicito. In questa cornice, l’autore indaga come le azioni siano guidate da ruoli sociali, ma possano assumere valenze drammaturghe anche al di fuori delle reti formalizzate.
Righi tematici principali
Inizio e cornice metodologica: la riflessione critica su teoria e pratica. Approfondimento sui concetti di teatro sociale e presenza scenica nella vita quotidiana. Esame delle modalità con cui le persone gestiscono segni, simboli e comportamenti in contesti diversi.
Ruolo e identità: come l’identità personale si costruisce e si modula in relazione al contesto sociale e alle aspettative. Condizioni di liminalità tra essere se stessi e apparire agli altri, tra autenticità e performatività.
Ambiente e contesto: l’analisi degli spazi di confine, delle routine condivise e delle pratiche comunicative che definiscono ruoli specifici in ambiti sociali differenti.
Approfondimenti e riferimenti chiave
La vita quotidiana come rappresentazione di Erving Goffman, saggio del 1956, definito di presociologia, che come filo conduttore usa la metafora del teatro per indagare l'importanza dell’azione umana e sociale.
Il documentario trae impulso da questa cornice teorica, traducendola in immagini, ritmi e pause che invitano lo spettatore a una rilettura delle azioni comuni come possibili note sceniche di una rappresentazione continua.

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Note sull’impatto artistico
La scelta stilistica privilegia una scansione che riconosce la teatralità intrinseca delle pratiche sociali, offrendo una visione che è al tempo stesso osservazione sociologica e matrimonio tra forma e contenuto. L’elaborazione visiva si propone come strumento di riflessione sui meccanismi di costruzione dell’identità e sulle dinamiche di potere implicite nei ruoli quotidiani.
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