Una parte periferica (Anello fibroso) a forma di una lente biconvessa che si allinea a livello dei corpi vertebrali delle varie vertebre. Le protrusioni discali possono esser descritti come quella condizione caratterizzata dallo sfaldamento e dall’indebolimento dell’anulus fibroso che perde la sua capacità di ammortizzamento. In questa fase il nucleo polposo è ancora in sede e svolge ancora la sua azione di distribuzione di forze. Quando gli agenti che hanno comportato questa deformazione continuano ad esercitare queste pressioni, avendo una debolezza il disco, durante i movimenti la componente gelatinosa del nucleo tende a muoversi e a dirigersi verso quella zona di sfaldamento fuoriuscendo e andando verso la radice nervosa.
Invecchiamento: con l’allungamento dell’età media delle persone, sono comunque insorte rispetto al passato molte più persone che soffrono di problematiche alla colonna. Cattive posture: Probabilmente al giorno d’oggi la postura scorretta è la causa maggiore di disturbi alle strutture molli della colonna. Mantenere per molte ore una scorretta posizione davanti ad un monitor o con il capo piegato ad usare uno smartphone, crea un immensa tensione sui muscoli e sulle vertebre. Traumi: Logicamente anche dei traumi possono indurre una modifica importante ai dischi e determinare anche una protrusione discale. Sollevamento di pesi: La colonna non è stata progettata dalla natura per sopportare in maniera anormale i pesi, in quanto questi devono essere distribuiti nel miglior modo possibile. Infatti la colonna mal si adatta al sollevamento dei pesi con il corpo flesso in avanti: il peso del busto scarica un enorme tensione a livello lombare con la presenza spesso di lesioni discali proprio dal ripetersi degli sforzi in maniera errata. Come mostrato dall’immagine quì sotto infatti, sollevare i pesi da terra deve esser fatto cercando di mantenere la colonna più dritta possibile e utilizzare gli arti inferiori per innalzarsi.
Nonostante questa premessa, per monitorare la condizione dei dischi intervertebrali l’esame radiologico più indicato è quello della risonanza magnetica: questo esame è assolutamente privo di rischio se si parla di effetti radioattivi in quanto non c’è alcun tipo di emissione di radiazioni. L’incidenza della protrusione lombare può esser spiegata in quanto le vertebre lombari (con il relativo corpo vertebrale) hanno una dimensione maggiore rispetto alle altre e hanno comunque la funzione di supportare i distretti soprastanti. Inoltre per un gioco di leve la zona lombare è quella su cui si scarica la maggior parte del peso e della tensione durante i movimenti di flessione: come mostrato infatti dall’immagine quì sotto, i dischi intervertebrali durante il movimento di flessione sono spinti posteriormente, quindi maggiore è il carico maggiore è il rischio di una protrusione discale. Secondariamente il distretto cervicale è quello che subisce anch’esso per conformazione il rischio di discopatia: non è raro infatti trovare questo tipo di lesione in pazienti anche giovani: questo avviene ormai per un utilizzo improprio e prolungato di apparecchi elettronici come PC e smartphone.

Dolore, rigidità e disfunzioni nervose: come si presenta
Il farmaco antinfiammatorio ha come obiettivo quello di ridurre l’azione infiammatoria che si sta creando attorno al disco che ha subito un cambiamento e che sta facendo capire a livello dolorifico che lì c’è un problema. Il Farmaco Miorilassante ha un’azione invece di rilassamento e di abbassamento del tono muscolare. Logicamente questo va inteso come un’azione generale su tutti i distretti corporei e non solamente nella zona in cui si ha dolore. Il corpo infatti genera un importante blocco muscolare durante la fase acuta di questo tipo di problemi in quanto in maniera innata decide di “bloccare” il distretto, generando quindi non solo la classica rigidità nei movimenti, ma anche un forte dolore da mancato rilasciamento muscolare.
Dolore: Sicuramente il dolore è la componente predominante in questo tipo di disturbo. In una fase acuta può presentarsi molto forte, con una scala VAS (scala che misura da 0 a 10 il dolore dove 0 è l’assenza di algesia e 10 è dolore insopportabile) che si può attestare anche tra il 7 e il 9. La localizzazione del dolore può modificarsi in base alla collocazione delle protrusioni e del relativo impegno sulle radici nervose; per esempio quando coinvolge il rachide cervicale il dolore può estendersi sull’arto superiore presentandosi come una cervicobrachialgia. Rigidità Muscolare: Il corpo quando comprende che c’è un qualche disturbo a livello biomeccanico o discale, interviene innalzando molto il tono muscolare, generando un importante azione di rigidità. Disfunzioni nervose: Nel caso in cui sia presente un importante impronta sulle radici nervose dei nervi spinali o sulla componente meningea, può esserci una problematica anche di alterazioni sensoriali. Riduzione di forza: Questo sintomo è logicamente correlato alla sintomatologia dolorosa. Una volta accertati che sia presente una discopatia, consiglio a livello ASSOLUTO l’acquisto di un rotolo McKenzie: questo concetto riabilitativo ha proprio la funzione di ridurre il problema discale e ridurre la protrusione discale .
Ernia L5-S1 o L4-L5: cosa fare per guarire
Trattamenti conservativi e riabilitazione
Inoltre un consiglio per migliorare la condizione e l’atteggiamento della schiena durante le ore passate davanti al computer può essere quello non solo di ingrandire le dimensioni dello schermo con uno zoom maggiore (in modo da non doversi avvicinare spesso al monitor e quindi mantenere il collo dritto) ma anche quello di evitare di avere lo schermo in un punto che non sia in linea con quello del busto o della scrivania. Nel caso in cui abbiate una protrusione discale e dobbiate svolgere un lavoro faticoso con una continua movimentazione di oggetti, può essere il caso inoltre di avere un supporto per il vostro rachide in modo da stabilizzare la vostra colonna lombare e aiutarvi nel movimento. Per questo motivo sono vari i trattamenti mirati a questa condizione, ma è bene specificare alcuni aspetti fondamentali: solamente attraverso la chirurgia è possibile eliminare COMPLETAMENTE una protrusione discale. Uno dei trattamenti nelle fasi acute nei pazienti che soffrono di protrusione discale è sicuramente quello della manipolazioni vertebrali: studi hanno dimostrato come rappresentino per esempio per il tratto lombare il trattamento più sicuro e più efficace nella gestione del mal di schiena. Studi scientifici inoltre hanno dimostrato l’efficacia nei pazienti che hanno problematiche a livello della colonna di quanto sia importante eseguire anche degli esercizi per rinforzare e stabilizzare la colonna. L’esecuzione appunto in maniera mirata di alcuni esercizi non solo determinano un progressivo miglioramento della condizione discale, ma anche la riduzione del numero di eventi di lombalgia.
Sicuramente il trattamento di elezione per le protrusioni discali è un percorso di rieducazione posturale Mezieres: attraverso una serie di posture a terra con una respirazione specifica, è possibile eseguire un progressivo e duraturo allungamento della muscolatura posteriore permettendo non solo il riposizionamento dei segmenti corporei nella loro fisiologica posizione, ma anche di determinare l’eliminazione dello spasmo muscolare della colonna.
L'ernia del disco consiste nella rottura di un disco vertebrale che, aprendendosi, causa la fuoriuscita di materiale discale che va a comprimere i nervi della colonna vertebrale circostanti. I tessuti presenti tra le ossa della colonna vertebrale sono chiamati "dischi intervertebrali". Quando il rivestimento esterno del disco si rompe, il nucleo polposo può fuoriuscire dalla propria sede causando un'erniazione del disco. L’ernia del disco è una condizione che non presenta necessariamente dolore. Nei casi più gravi provoca addormentamento degli arti, cedimenti muscolari degli arti e blocco alla schiena. Una diagnosi accurata di ernia del disco è necessaria per conoscere la gravità della situazione e capire quale intervento prendere. Nella maggior parte dei casi, la fisioterapia può aiutare a migliorare la salute del paziente e recuperare una buona mobilità rinforzando la colonna vertebrale.